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Scheda tematica su argomenti di attualità socio-politica
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UN’EUROPA CHE SI TRASFORMA
di Nereo Tiso

 
La scheda che ora viene presentata vuole dare delle indicazioni di analisi e riflessione su un tema che coinvolge milioni di persone del Continente europeo che per molti secoli ha visto succedersi guerre drammatiche intervallate da momenti di pace spesso labili e, talvolta, solo utili ad organizzarsi per altri conflitti. La fatica che molti uomini e donne hanno sostenuto per arrivare a questo momento straordinario  è segnato da tappe fondamentali che hanno contribuito in modo determinante alla costruzione della convivenza tra i popoli, allo scambio di merci, alla moneta unica.  Uno degli ultimi atti in ordine di tempo è  la Convenzione che dovrà sfociare nella Costituzione Europea quale fondamenta solide della stabilità delle nazioni e alla loro apertura verso l’esterno in un continuo confronto con gli altri paesi del pianeta. La ratifica obbligatoria del Trattato da parte dei cittadini europei  mostra, comunque,  le difficoltà che ancora ci sono e gli steccati che, nonostante gli enormi sforzi e i grandi passi fatti, sono difficili da abbattere. Questo non impedisce di lavorare nella piena e stretta collaborazione.
Certo l’inserimento del riferimento alle  radici cristiane dell’Europa nel preambolo del Trattato che tanto hanno fatto dibattere favorevoli e contrari, suscitano ancora perplessità anche se sembra che questo riferimento venga definitivamente omesso. Molti sono gli articoli che ne parlano. Ad alcuni  il curatore della scheda fa riferimento per l’eventuale approfondimento del lettore.
Sembra ormai evidente che le discussioni politiche non potranno mai più avere carattere esclusivamente nazionale né, tanto meno nazionalista, ma solo europeo quale elemento aggregativi e fondanti quell’unità di persone che è appunto l’Unione Europea,  pur nella diversità delle culture e delle tradizioni. Il cammino continua e sarà ancora lungo anche perché ci sono  altri paesi in attesa consenso per entrare nell’Unione. Alcuni entreranno già a partire dall’anno prossimo e quindi l’allargamento diventerà un’ulteriore tappa dello straordinario percorso che si è fatta e continuerà nella solidarietà che contraddistingue questo momento.

 

PROGETTO DI COSTITUZIONE EUROPEA”
“ I TRATTATI”
“LE TAPPE DELL’UNIONE EUROPEA”
a cura di Renzo Pittarello

 
Il 29 ottobre 2004, a Roma, è stato firmato il “Trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa” adottato dai Capi di Stato e di Governo il 17/18 giugno 2004.
La Costituzione entrerà in vigore soltanto dopo essere stata ratificata da tutti i venticinque  Stati membri.
Il processo di integrazione europea è un percorso avviato da diversi decenni e che ora affronta un passaggio significativo, faticoso ma determinante.

I)                  Breve excursus storico

-          tra le due guerre mondiali vengono espresse intuizioni e abbozzati tentativi per dare vita ad una collaborazione per la costituzione dell’Unione europea: ideali europeisti. Ciò anche attraverso il passaggio (oltre gli aspetti economici) di accordi bilaterali tra i vari Stati; più attivi la Francia e l’Inghilterra (Unione Franco-Britannica J. Monnet e W. Churcill);
-          durante il periodo fascista: alcuni intellettuali confinati a Ventotene avviarono le prime riflessioni sull’Europa da disegnare.
                  1941 esce il Manifesto per un’Europa libera e unita
                  1943 nasce il Movimento Federalista Europeo
            vengono affermati i principi, ma anche individuati programmi di iniziative

Scenari internazionali
con la fine della seconda guerra mondiale l’Europa uscì dal ruolo di protagonista:
- la presenza degli U.S.A. e dell’Unione Sovietica è determinante
- la divisione della Germania
- il blocco dei Paesi dell’Europa Centrale e Orientale: repubbliche popolari
- la Repubblica Federativa di Jugoslavia
-     il 5 maggio 1949 dieci Stati dell’ Europa occidentale sottoscrissero a Londra il Trattato che istituiva il Consiglio d’Europa, sulla scia dell’ONU.
-    cambia il ruolo di alcuni Stati Europei (vedi Francia)
-    ma comincia a crescere l’idea di una Europa unita
-    si affaccia l’Asia e il Sud America

Date salienti

- nel 1951        Belgio, Francia, Germania occ., Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi istituiscono la
                        C.E.C.A.- la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio.

- nel 1957        con il Trattato di Roma vengono istituite tra i sei Paesi fondatori:
                        - l’Euratom – la Comunità Europea dell’Energia Atomica
                        - la C.E.E. – la Comunità Economica Europea

- nel 1967        avvenne la fusione delle tre Comunità Europee con una sola Commissione, un
                        Consiglio dei Ministri e un Parlamento Europeo.

 - nel 1973        ai sei Stati membri si aggiungono Danimarca, Irlanda e Regno Unito.

- dal 1979        gli europarlamentari vengono eletti direttamente dal popolo, prima venivano
                        designati dai Parlamenti Nazionali.

- nel 1981        ai nove Stati membri si aggiunge la Grecia.

- nel 1986        Spagna e Portogallo entrano a far parte dell’Unione Europea

- nel 1995        ai dodici Stati membri si aggiungono Austria, Finlandia e Svezia

- nel 2004        ai quindici si aggiungono altri dieci  Stati: Cipro, Rep. Ceca, Estonia, Ungheria,
                        Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia e Slovenia

- nel 2005        sono stati avviati i negoziati  di adesione della Turchia

- nel 2007        dovrebbero fare l’ingresso Bulgaria e Romania

 

Altri passaggi significativi

-          Il Trattato di Maastricht (1992) ha introdotto nuove forma di cooperazione tra i governi degli Stati membri ed ha creato l’Unione Europea
-          Il Mercato Unico è stato formalmente completato alla fine del 1992, con l’eliminazione delle barriere doganali
-          La moneta unica: l’Euro è in vigore dall’1 gennaio 2002 in dodici Paesi dell’Unione Europea (Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna)

In tutti questi anni il processo di integrazione europea ha avuto per filo conduttore:
-          la difesa della pace  e della libertà
-          la realizzazione di basi comuni di sviluppo economico

Le Istituzioni create, modificate e perfezionate hanno avuto la funzione di favorire e promuovere questi due grandi obiettivi.

Il processo di integrazione economica e politica è avvenuto con l’obiettivo di avere politiche e decisioni comuni tra gli Stati membri.

Tre personaggi della politica degli anni quaranta e cinquanta, di ispirazione cristiana e di altissimo spessore (R. Schuman, Francia; K. Adenauer, Germania; A. De Gasperi, Italia) incisero profondamente in intuizioni e analisi e concretamente nelle azioni, nella configurazione del ruolo e nella realizzazione dell’unità dell’Europa.

II)                 Punti salienti del Trattato per la Costituzione Europea
(approvato il 17/18 giugno 2004, firmato il 29 ottobre 2004)
 

 °      Introduzione

I principi fondanti dell'Unione

Le istituzioni dell'Unione

Le procedure decisionali dell'Unione

Le politiche dell'Unione

III)            Approfondimenti

Sul tema della nuova Costituzione Europea, prima e dopo la sua approvazione (2004) si è aperto un importante ed interessante dibattito.
Le radici cristiane dell’Europa non sono state richiamate nel documento. La visione laicista è prevalsa impedendo l’affermazione esplicita di qualcosa che è nella storia e nella tradizione della cultura europea. Non riconoscendo l’apporto che il cristianesimo ha dato all’entità dell’Europa e il contributo preminente della tradizione giudaico-cristiana alla formazione dell’Europa si è mancato di esprimere un dato di verità incontestabile.
Il Santo Padre Giovanni Paolo II sull’argomento ha promulgato il 28 giugno 2003 l’Esortazione Apostolica “Ecclesia in Europa” in chiusura della II Assemblea Speciale per l’Europa del Sinodo dei Vescovi (Roma 1/23 ottobre 1999).
Il Papa in più occasioni, in conversazioni e incontri, è tornato sull’argomento, a significare quanta importanza Lui attribuiva alla delicata materia.
E’ innegabile come la tradizione cristiana abbia favorito ed accompagnato il processo di integrazione dell’Europa.
La ratifica da parte dei venticinque Paesi (con le diverse modalità previste dalla legislazione interna) procurerà indubbiamente dei problemi sull’entrata in vigore del Trattato.

La Chiesa, consapevole dell’importanza di una crescita culturale aperta, invita al dialogo e a continuare a coltivare la formazione socio-politica dei cittadini, in particolare dei giovani.

E’ importante che con responsabilità sia seguita l’evoluzione della situazione e che l’informazione sia continua e completa. Così come è fondamentale che l’Unione non si presenti come una struttura solo burocratica o economica, ma una ispirazione  di valori, di spessore etico che faccia crescere democrazia e giustizia all’interno e con un nuovo ruolo nello scenario mondiale.

IV) Commenti

Si riportano i titoli di articoli apparsi su alcune riviste negli ultimi anni con l’indicazione di sintesi degli argomenti trattati, in particolare sulla problematica delle radici cristiane dell’Europa.

1) Editoriale
La Civiltà Cattolica  n. 3678 del 20 settembre 2003  pagg.447-453
Riflessione sulla insufficienza del Preambolo della bozza di Costituzione dell’Unione Europea che non riconosce in maniera esplicita il contributo preminente della tradizione giudaica-cristiana alla formazione dell’Europa, “frutto di una chiara deformazione ideologica”. La forza unificante del cristianesimo ha caratterizzato il continente. Le competenze  dell’Unione Europea  in materia di politica estera e di sicurezza comune, nel coordinamento delle politiche economiche e dell’occupazione: i sistemi  di votazione  e gli organismi di rappresentanza. L’attribuzione alle Chiese dello stesso trattamento previsto per le organizzazioni filosofiche e non confessionali.

2) Giovanni Marchesi
L’Esortazione Apostolica “Ecclesia in Europa”
La Civiltà Cattolica n. 3678 del 20 settembre 2003  pagg. 504-513
L’A. presenta il documento di Giovanni Paolo II pubblicato il 28 giugno 2003 il cui tema centrale verte su “Gesù Cristo, vivente nella sua Chiesa, sorgente di speranza per l’Europa”. L’attualità dell’incoraggiamento di San Pietro della Prima Lettera nella situazione  presente dell’Europa “segnata da gravi incertezze a livello culturale, antropologico, etico e sociale”. Il secolarismo e l’indiferenza religiosa. Le radici cristiane dell’Europa che non devono essere dimenticate e l’apporto che il cristianesimo ha dato all’identità dell’Europa, per “l’unità tra i popoli e le culture e di promozione integrale dell’uomo e dei suoi diritti”. La cultura dell’accoglienza e della solidarietà, capaci di promuovere valori universali e di rispetto della dignità della persona.

3) Giandomenico Mucci    
Il dibattito sull’Europa e il cristianesimo nella stampa italiana

La Civiltà Cattolica n. 3679 del 4 ottobre 2003 pagg. 24-32
Sono richiamati i principi contenuti nell’Esortazione Apostolica post-sinodale “Ecclesia in    Europa” di Giovanni Paolo II in merito alle radici cristiane dell’Europa. Vengono presentati e commentati diversi articoli apparsi sulla stampa italiana relativi al mancato esplicito richiamo nel Preambolo della bozza di Costituzione europea del contributo del cristianesimo alla creazione dell’Europa.

4) Gaetano de Simone – Pontificia Università Lateranense  
Stato, nazione e società nella prospettiva della convenzione europea: profili di sociologia dell’integrazione
La Società n. 1/2003  pagg. 27-39
Necessità per gli stati di creare un nuovo modello per rendere più trasparente ed efficace il processo di governabilità della globalizzazione, all’interno di un quadro etico, in un contesto di solidarietà e di sviluppo sostenibile: la situazione europea dopo il Trattato di Maastricht, la riunificazione della Germania e lo scioglimento dell’URSS. Ritorno all’idea dello Stato-nazione e quindi dell’Europa delle patrie o il federalismo post-nazionale. A queste ipotesi la Convenzione recepisce invece la categoria dello Stato transnazionale. Limiti e difficoltà per il perseguimento della via dell’integrazione e gli accorgimenti per una soluzione che consenta di sviluppare il processo avviato.

5) Mons. Walter Brandmùller – Presidente Comitato Pontificio Scienze Storiche
Integrazione europea e Chiesa Cattolica
La Società n.5/2003 pagg. 573-588
Il papato e il potere temporale: le istituzioni di integrazione. Fino alla scoperta del Nuovo Mondo, cristianità e Europa furono essenzialmente la stessa cosa. Il ruolo svolto da Roma nella fede e nella giustizia. La diplomazia papale. I Concili erano frequentati da re e da principi, da intellettuali, uomini di cultura, religiosi, in pratica l’èlite politica e religiosa dell’Europa dell’epoca (straordinaria occasione di scambio di idee, conoscenze ed esperienze). La legittimità degli imperatori spesso era garantita dalla più alta autorità religiosa. Le Università, sostenute principalmente dalla Chiesa esercitavano un grande ruolo di integrazione. Il latino era la lingua comune nelle Università. Esami, docenti, titoli di studio riconosciuti universalmente. Il calendario della Chiesa determinava la vita dell’Europa medievale. La rottura più decisiva con la tradizione cristiana  avvenne con la rivoluzione francese e l’illuminismo. Nel 19° secolo furono le ideologie a dominare, con sviluppi anche in America del Sud ed in Asia. L’indifferenza religiosa e l’agnosticismo, il liberalismo, l’individualismo e il relativismo si affacciano e contrastano con la visione della Chiesa.

6) Andrea Manzella             
Dalla Convenzione alla Costituzione

Il Mulino n. 5/2003  pagg. 913-923
Sono approfonditi gli aspetti di Diritto Costituzionale derivanti dal progetto di Convenzione; i processi di cambiamento e la “creazione” in itinere del Diritto Costituzionale europeo; le implicanze sul concetto di popoli e popolo europeo.

7) Antonio Padoa-Schioppa          
Le Istituzioni europee nel progetto della convenzione

Il Mulino n. 5/2003  pagg. 899-912
L’A. illustra le competenze, le prerogative ed il funzionamento delle Istituzioni Europee previste dal “progetto di Trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa” datato 18 luglio 2003: Parlamento europeo, Consiglio europeo, Consiglio dei Ministri, Commissione. Detto Trattato doveva essere approvato nel semestre di presidenza italiana (luglio-dicembre 2003) dalla Conferenza Intergovernativa. Tale approvazione è stata rinviata. L’articolo contiene spunti e valutazioni riguardanti in particolare gli aspetti costituzionali e istituzionali.

8)  Editoriale  
L’Europa che dobbiamo realizzare

La Civiltà Cattolica n. 3694 del 15 maggio 2004  pagg. 313-320
Alcuni dati sull’Europa a 25 (la popolazione, l’economia e la comparazione dei dieci Paesi rispetto ai 15. Un’Europa Unita non più ripartita in occidentale ed orientale. La sfida: l’elevazione del livello di vita dei dieci nuovi Paesi. I problemi e le difficoltà economiche e politiche che si presentano alla nuova Europa. Lo scetticismo sul destino dell’Europa a 25 che serpeggia in molti cittadini dell’Unione. L’interesse della Chiesa per l’unificazione europea: la comune civiltà e le radici inequivocabilmente cristiane, il comune destino, l’interesse religioso e i valori da preservare e promuovere.

9) Angelo Macchi      
Il
semestre di presidenza irlandese dell’Unione Europea
La Civiltà Cattolica n. 3698 del 17 luglio 2004     
L’approvazione (18/6/04) all’unanimità del testo del Trattato per la Costituzione Europea da parte del Consiglio dei Capi di Stato o di Governo dell’Unione Europea. Sollievo più che entusiasmo per coloro che l’hanno approvato. Giuliano Amato - uno dei vice – presidenti della Convenzione: “è un bene che la Costituzione sia stata approvata” anche se “è nata con una grave malformazione, speriamo che col tempo si trovino i rimedi”.  La Santa Sede ha espresso soddisfazione per la nuova e importante tappa e per l’inserimento della disposizione che salvaguarda lo status delle confessioni religiose e l’impegno dell’Unione per un dialogo aperto, trasparente e regolare, ma ha anche espresso “il rammarico per l’opposizione di alcuni Governi al riconoscimento esplicito delle radici cristiane dell’Europa”. L’iter e i giudizi sul nuovo trattato. La scelta del nuovo Presidente della Commissione Barroso.

10) Editoriale    
Il cristianesimo è il destino dell’Europa

La civiltà Cattolica nn. 3699/3700 del 7 e 21 agosto 2004
Illustrazione del trattato Costituzionale dell’Unione Europea approvato il 18 giugno 2004 a Bruxelles dai Capi di Stato o di Governo: gli obiettivi, i diritti fondamentali, le competenze, le Istituzioni. La ratifica del trattato da parte degli Stati membri e le preoccupazioni per l’esito del referendum popolare negli Stati in cui la ratifica avviene tramite questo strumento. Dal punto di vista cristiano il trattato merita apprezzamento per la forte affermazione dei valori sui quali l’U.E. intende fondarsi. Valori che hanno una radice cristiana. “Nel trattato non si parla mai della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna e considerata come cellula base della società”. Eredità culturali, religiose e umanistiche. La protesta del Papa e del mondo cattolico per una mancata esplicita citazione sulle radici cristiane dell’Europa. L’impegno dei cristiani per l’Europa. “Il cristianesimo è il destino dell’Europa”.

11)  Paolo Prodi  
Identità storica e Costituzione dell’Unione Europea

Il Mulino n. 4/2004  pagg. 609-619
“De Gasperi nel 1909 intuiva che l’unica possibilità di sopravvivenza dell’Europa degli Stati nazionali consisteva in primo luogo nella de-sacralizzazione della politica”. La secolarizzazione della politica ha portato alla estraniazione di Dio dalla lotta per il potere. Divisione del potere o separazione dei poteri. Norme morali e positive. Diritti soggettivi in rapporto al concetto di cittadinanza multipla. Identità collettiva ed eredità per affrontare i nuovi panorami dell’età planetaria, postindustriale e telematica. L’unificazione per difendere interessi comuni europei. “Forse saranno i pericoli e le tragedie incombenti a fare da collante all’Unione”.

12) Piero Ignazi  
L’Unione degli euroscettici

Il Mulino n.4/2004  pagg. 683-691
Lo spirito europeista si è affievolito nei vari Paesi europei aderenti ai 15, questo non ha impedito in alcuni tra questi una percentuale di votanti di recupero alle elezioni europee del 2004. Forte astensione invece nei dieci Paesi nuovi aderenti all’U.E. L’Autore passa in rassegna quelle forze politiche scettiche od ostili all’Europa., con le varie diverse motivazioni; conclude con l’affermazione che è certamente preferibile che i movimenti e le forze ostili al progetto di costruzione europea lo facciano allo scoperto piuttosto che evitare di scontrarsi apertamente e pubblicamente: questo obbliga a confrontarsi e a stimolare le decisioni migliori, nonché contribuisce ad aumentare il livello di consapevolezza nelle opinioni pubbliche.

13) Andrea Manzella   
Gli equilibri istituzionali dell’Unione

Il Mulino n. 4/2004  pagg. 712-721
L’autore analizza l’unità e la diversità presente nel nuovo Trattato di Costituzione Europea, in un quadro istituzionale unico. Il funzionamento delle Istituzioni, l’equilibrio tra le stesse, i passi in avanti e le contraddizioni. I nuovi strumenti, più raffinati, inseriti nel contesto del Trattato. Le possibilità di realizzazione dei valori, caposaldo dell’Unione, con il superamento delle diffidenze e delle distinzioni senza pregiudicare la vita dell’UE.

14) Giuliano Cazzola  
Europa larga, Europa che cambia
Il Mulino n. 4/2004   pagg. 722-734
L’Autore analizza (all’indomani dell’approvazione della nuova Carta Costituzionale dell’UE) le questioni nell’Europa a 15 e a 25. Il raggiungimento degli obiettivi economici, finanziari e di governo dell’UE e le possibilità concrete di rendere compatibile il modello sociale europeo con le sfide della globalizzazione. (l’Europa è ostinata a vivere al di sopra delle proprie possibilità). Adottato il metodo del coordinamento aperto. Le tappe e le problematiche legate alla esigenza di aumentare l’occupazione e riformare le pensioni con un walfare state più omogeneo tra i 25. Libera concorrenza e risorse pubbliche per i servizi di interesse generale. Le resistenze dei singoli stati a convergere su indirizzi con valenza comune.

15) Antonio Padoa -Schioppa   
Il bicchiere mezzo pieno della Costituzione Europea

Il Mulino n. 5/2004   pagg. 941-952
L’Autore analizza il Trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa, il suo contenuto e articolazione, dall’inclusione della Carta dei diritti, “il richiamo alla democrazia come principio fondante dell’UE”, la mancata enunciazione di un “diritto alla pace”; il sistema delle maggioranze, il funzionamento delle cinque Istituzioni,, le cooperazioni rafforzate. La sicurezza. L’atteggiamento di Francia e Gran Bretagna in politica estera con particolare riferimento alla vicenda irachena e la mancata posizione comune dell’Unione Europea. Il problema della ratifica del Trattato, la prospettiva, l’attenzione e l’attesa di molti Paesi per gli sviluppi dell’Unione Europea.

16) Silvio Ferrari     
Radici cristiane della laicità
Il Regno, 16/2003, pp. 528-530.
Già il titolo dell’articolo  esprime coraggiosamente, come l’autore stesso ammette, che la laicità dell’Europa è tale solamente perché le sue radici sono fondate sul cristianesimo. Essa è il frutto più maturo del cristianesimo e il punto di sintesi di altre correnti di pensiero (classicità, illuminismo).  Infatti i diritti fondamentali della persona nascono in Occidente mentre sono più deboli in altre culture. Da ciò si capisce come la Nuova Costituzione europea non possa prescindere dalle sue radici cristiane senza dimenticare, però, pur senza frettolose comparazioni, il ruolo che storicamente ebbe l’islam le cui tracce sono ancora ben visibili.

17) Santo Vicari       
Il cittadino europeo e il deficit democratico

Il Regno 16/2003, pp. 530-532.
La critica che l’autore muove all’Europa è di aver intrapreso la via unica dell’economia di mercato e della libera concorrenza mettendo in secondo piano il modello sociale europeo. Il sostegno alla libera concorrenza pone l’istruzione, la sanità, e il welfare in genere in funzione del mercato e non dell’individuo in sé, della sua crescita culturale e della sua salute. Vicari si stupisce dei lunghi silenzi della Chiesa di fronte al sistema economico e sociale assunto dall’Europa che premia i poteri forti e della debolezza dimostrata proponendo con vigore l’inserimento nella Costituzione del cristianesimo come fondamento della storia Europea piuttosto che assumere posizioni chiare di fronte al sistema.

 

LIBRI

Giampaolo Dianin (a cura di) L’Europa e le Religioni: Identità religiose e progetto di costituzione Europea, Edizioni Messaggero, Padova 2003

 

 SITI RICERCA WEB

- per il testo integrale dell’Esortazione Apostolica “Ecclesia in Europa” vedere:
www.vatican.va:
la Santa Sede italiano
Mappa del Sito
Guida rapida lettera E (Ecclesia in Europa).

-   per la documentazione sull’Europa:
1) www.europa.eu.int
2) cliccare su portale in italiano
3) “l’Unione Europea in sintesi

Storia   Trattati e diritto
In “Link utili” cliccare: Una Cost. per l’Europa
In “Link utili” cliccare: Testo integrale

 


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