Rivista "ETICA PER LE PROFESSIONI"
Questioni di etica applicata
Sommario del n. 3/2006, anno
VIII
Editoriale,
p. 7-8.
Donne
e lavoro
DOSSIER
La
differenza che fa la relazione, pp. 9-14
di Stella Morra
Il tema della diversità di genere ("radicale
e irriducibile") è affrontato dall'autrice all'interno
di una stimolante riflessione che parte dall'affermazione
della necessità di proporre un nuovo criterio
per vivere la differenza come risorsa per i
singoli e per la convivenza civile. Si afferma
anzitutto che la differenza non può essere colta
in un quadro interpretativo costruito sulla
polarità uguale/diverso e identificato/straniero,
come marginalità in funzione di un centro dato,
preteso universale. Questo percorso è stato
seguito per la costruzione di una identità occidentale,
legalistica ed egualitaria, che si è però affermata
attraverso la progressiva assimilazione e cooptazione
e ha raggiunto un punto di rottura, sfociando
verso l'autocelebrazione narcisistica di ogni
soggetto in nome dei propri diritti. Restituire
potenzialità e ruolo di risorsa alla differenza
richiede oggi - afferma l'autrice - di recuperare
un pensiero e un agire dell'esperienza e della
parzialità, non però agita come forma di governo
da parte di un centro ma come punto di forza
di un raccordo di rete che cambi la qualità
della convivenza. Questo vuole dire dare spazio
a un sapere che non cerchi specificità quanto
piuttosto parzialità connettibili; promuovere
una logica di rete, per la quale il soggetto
si percepisca come nodo della rete complessa
della realtà; intendere le biografie e le loro
narrazioni secondo una prospettiva dialogica
e inclusiva.
Lavoro e famiglia: un difficile equilibrio,
pp. 15-24
di Renata Livraghi
L'articolo offre un articolato esame, con riferimento
alla situazione italiana, delle reali opportunità
e degli ostacoli per le donne di partecipare
alle attività produttive, conciliando i tempi
di lavoro con quelli personali e famigliari.
I dati riguardanti l'occupazione e la disoccupazione
femminile, la diffusione dei rapporti di lavoro
part-time, la flessibilità di ingresso e di
uscita dal lavoro, l'asimmetria dei ruoli nella
coppia per quanto concerne il lavoro famigliare
indicano una disparità di opportunità reali
per tutte le donne di migliorare la qualità
della vita propria e famigliare e di contribuire
allo sviluppo economico; disparità influenzate
da diversità dei contesti territoriali e socio-culturali.
Una rigida distribuzione di ruoli nella famiglia,
e le carenze quantitative e qualitative di servizi
sociali dedicati ai bisogni famigliari continuano
a caratterizzare negativamente la situazione
italiana e rendono necessarie nuove politiche
di pari opportunità e nuovi modelli organizzativi
all'interno delle imprese.
Per
la famiglia un welfare troppo leggero, pp.
25-34
di Letizia Mencarini
Il testo affronta il tema della interazione
maternità-lavoro, ponendolo in relazione anche
con il fenomeno della denatalità. In Italia
c'è stato, nell'ultimo decennio, un forte incremento
della partecipazione della donna al mercato
del lavoro (pur con rilevanti differenze in
base alle aree geografiche, al titolo di studio
e al numero di figli). Ciò nonostante, il tasso
di occupazione femminile italiano rimane tra
i più bassi in Europa. La donna italiana deve
ancora scegliere tra essere una "brava madre"
o una "brava lavoratrice, detiene il record
europeo per carico di lavoro familiare (con
forte compressione del tempo libero), ha un
marito che si dedica assai poco al lavoro familiare.
Partendo da queste considerazioni, si esaminano
alcune problematiche relative alla modificazione
della partecipazione lavorativa della donna,
come l'utilizzo non sempre favorevole del part-time,
e alla modificazione della composizione del
lavoro non pagato della dona (più tempo alla
cura dei figli e meno al lavoro domestico).
Un condizionamento pesante deriva inoltre dalla
peculiare presenza in Italia di una rete di
aiuto informale (i nonni) e da una cronica carenza
di servizi esterni di cura per i bambini. La
difficile conciliazione tra attività lavorativa
e attività domestica ha come conseguenza indesiderata
la bassissima fecondità della donna italiana,
mentre in altri paesi l'autonomia economica
femminile favorisce la fecondità, conferendo
sicurezza economica.
Le retribuzioni privilegiano i maschi,
pp. 35-40
di Franca Porto, Elisa Ponzio
La storia dell'emancipazione femminile è ancora
relativamente recente e in questo contesto va
collocata la fase di assestamento e di ricerca
di un nuovo equilibrio tra pubblico e privato,
tra lavoro e affetti. L'autrice si sofferma
sulle condizioni lavorative della donna, in
particolare considerando la situazione del Veneto,
evidenziano le asimmetrie di genere persistenti
nei livelli retributivi e nella distribuzione
settoriale. Le questioni dell'inserimento e
del reinserimento femminile richiedono continue
azioni negoziali di sostegno e interventi di
carattere promozionale (azioni positive) per
eliminare le situazioni discriminanti e i preconcetti
culturali radicati nella società; così come
spingono verso politiche legislative e contrattuali
premiali verso le aziende che facilitano la
conciliazione dei tempi di lavoro e di vita.
Pari opportunità nella differenza,
pp. 41-47
di Daria Minucci
Nell'ordinamento giuridico dell'Italia repubblicana,
così come nel diritto comunitario europeo, i
principi della parità di trattamento e delle
pari opportunità tra donne e uomini, si sono
progressivamente affermati e consolidati. Un
cammino legislativo, questo, che riflette il
dibattito teorico che ha accompagnato i movimenti
delle donne, dalla prima fase "rivendicativa"
a quella impegnata a recuperare le identità
e specificità di genere come elementi di ricchezza
in ambito privato e pubblico. Il fatto è che,
però, a questa parità giuridica non corrisponde
nella società una reale parità: basti considerare
in proposito la situazione della donna nel mondo
del lavoro. Ciò che è mancato - e che, secondo
l'autrice, ancora manca - è una vera "rivoluzione
culturale", capace di tradurre i diritti di
parità nella vita quotidiana della famiglia,
del lavoro, della società tutta. L'intervento
affronta quindi la prospettiva delle scelte
politiche in grado di realizzare una riorganizzazione
sociale, che sappia porre la famiglia nella
condizione di ritrovare il suo ruolo sociale
e di conciliare i tempi di vita e i tempi di
lavoro.
APPLICAZIONI
Imprenditrice
Obiettivo: far crescere le risorse umane,
pp. 48-53
Intervista a Marina Salamon, a
cura di Germano Bertin
Rettore di Università
Università al femminile solo tra chi
studia , pp. 54-61
di Stefania Giannini
Agente
interinale
Selezionare e valorizzare le donne e ...
l'etica , pp. 62-69
di Marco Maggi
Indicazioni
bibliografiche, pp. 70-72
RUBICHE
PER AMBITI PROFESSIONALI
Ambiente
/ Tra sapere tecnico e formazione
Le nuove eco-professioni, pp. 73-78
di Giorgio Osti
La questione ambientale ha subito una
sorta di normalizzazione: è entrata a far parte
della coscienza collettiva, dell'agenda politica
e del patrimonio della comunità scientifica,
ma questo non è stato accompagnato da una convincente
presa in carico del problema. Partendo da questa
osservazione, l'intervento evidenzia le difficoltà
che le nuove figure professionali legate ai
temi ambientali incontrano per affermarsi ed
essere riconosciute, tanto nel settore pubblico
quanto in quello aziendale. Analizza inoltre
le diverse strategie di azione delle professionalità
ambientali e mette in evidenza come ad esse
sia richiesta soprattutto una professionalità
orientata al coordinamento dei saperi esperti
e all'educazione a valori alternativi a quelli
correnti.
Economia
/ La figura del manager
Gestire obiettivi e "capability",
pp. 79-84
di Elisa Golin, Giampietro Parolin
Formazione
/ E-learning
Tutor online: questione di "relazione",
pp. 85-92
di Gustavo Daniel Constantino
L'intervento prende lo spunto da alcuni
casi etici realmente accaduti nell'ambito di
programmi di formazione di Tutor on Line (ToL)
per riflettere sul profilo professionale del
tutor online, sull'adeguatezza delle sue azioni
e sulla delicatezza delle situazioni che egli
contribuisce a creare nel contesto virutale.
Significativo, ad esempio, il caso dell'utilizzo
di un "Utente Test", vale a dire la creazione
di un alunno virtuale finto per testare l'attività
proposta; in caso di mancata conoscenza della
vera identità del medesimo da parte degli allievi
reali, si può realizzare un inganno permanente
che abusa della buona fede dei partecipanti.
Secondo l'autore, il lavoro in rete è colorato
da tutte le sfumature relazionali proprie della
comunicazione in presenza e, anzi, la dimensione
etica è più accentuata perché il contesto comunicativo
è di più difficile decodificazione. Questo lo
porta a sostenere la utilità di un codice deontologico
docente specifico per la formazione on line.
Sanità / Bioetica
Il dilemma del "tragico" in bioetica,
pp. 93-98
di Matteo Franco
Spazio aperto / Sport e formazione
L'eccellenza a vantaggio di tutti, pp.
99-102
intervista a Giorgio De Benedetti
Spazio aperto / Sport e formazione
Nasce a scuola la cultura sportiva, pp.
103-106
intervista a Giorgio De Benedetti
Recensioni
e segnalazioni, pp. 107-112
Tesi di Laurea 2006: Dodicesima edizione
del Premio "Giorgio De Sandre" e "Vittorio
e Virginia Minozzi", pp. 113-114