Rivista "ETICA PER LE PROFESSIONI"
Questioni di etica applicata
Sommario del n. 3/2004, anno
VI
Editoriale,
p. 7-8.
Agricoltura
sostenibile
DOSSIER
Al
centro il patto con il consumatore, pp.
9-18
di Paolo Bedoni
“Fare agricoltura”, significa fare bene le cose,
dando primato alle persone e al valore della
loro vita; significa fare le cose buone, puntando
sulla qualità. In quanto tale l’agricoltura
implica sempre una dimensione etica, che deve
essere riscoperta. In quest’articolo il presidente
della più importante organizzazione del mondo
agricolo italiano, la Coldiretti, ricorda il
ruolo che l’organizzazione ebbe nel dopoguerra
nel favorire la nascente democrazia, ispirandosi
al sistema dei valori della Dottrina Sociale
della Chiesa. In coerenza con questa storia,
oggi la Coldiretti si trova ad essere protagonista
di una vera e propria rivoluzione culturale,
che l’ha portata a fare del patto con il consumatore-cittadino
il riferimento fondamentale delle sue iniziative.
Quando gli interessi dei produttori coincidono
con quelli dei consumatori, allora sono possibili
scelte sinergiche sui temi dello sviluppo sostenibile.
Accanto a ciò, l’assunzione di una responsabilità:
rappresentare gli interessi del mondo agricolo
nel quadro degli interessi generali della società,
favorendo una rigenerazione del settore incentrata
sulla promozione di un’autentica qualità della
vita.
"Terra madre": ritornare al futuro,
pp. 19-26
Intervista a Carlo Petrini a cura
di Mimmo Vita
Carlo Petrini è il padre di Slowfood,
realtà nata in Piemonte nel 1989 e divenuta
oggi un movimento internazionale a sostegno
della cultura del cibo e del vino, con oltre
70000 soci in tutto il mondo. Alla base di Slowfood
c’è la concezione di una agricoltura rivista
in senso sostenibile e una rivalutazione ed
esplorazione delle conoscenze tradizionali legate
alla terra. Nell’intervista Petrini ricorda
che, contro la omologazione e la frenesia della
industrializzazione, si deve affermare uno stile
di vita fatto da ritmi più lenti, di sapori
tradizionali, di contatto con la terra, di conoscenza
dei processi produttivi e del lavoro. “Gustoso”
è un prodotto organoletticamente buono, ecologicamente
sostenibile e socialmente giusto. Tutto ciò
porta anche alla riscoperta di una serie di
valori, come la propensione al dono, il rispetto
della natura, la convivialità che sono diffusi
nella cultura contadina.
Un
patrimonio da conoscere e da coltivare,
pp. 27-34
di Ulderico Bernardi
I meccanismi profondi della cultura, basati
sugli intrecci tra ambiente, storia, persona
e comunità, marcano le ere nel segno della continuità.
Che cosa rimane della cultura della società
contadina, con la sua visione religiosa e la
sua vocazione comunitaria, nel suo passaggio
da una generazione ad un’altra? L’autore propone
una riflessione sull’influenza che la ruralità
ancora esercita sul mondo postindustriale, mettendo
in luce gli elementi culturali distintivi di
una identità collettiva usurata ma non rimossa.
Dopo avere ricordate le trasformazioni che hanno
mutato il volto delle campagne, riflette in
particolare sulla realtà veneta. Per essa l’autore
propone un neologismo, parlando di realtà “agropolitana”,
un intreccio di elementi della civiltà urbana
e di suggestioni della ruralità che danno senso
all’agire quotidiano.
I segreti del "sistema Alto Adige",
pp. 35-40
di Georg Mayr
L’articolo prende in considerazione la realtà
dell’agricoltura nella provincia di Bolzano,
il cui territorio è per il 40% collocato sopra
i 2000 metri s.l.m.. Mentre in tutto il resto
dell’arco alpino l’agricoltura di montagna è
quasi completamente abbandonata, in Alto Adige
si contano migliaia di aziende occupate nella
lavorazione dei campi, anche ripidi, e nella
produzione di prodotto altamente apprezzati
in tutta Europa. L’autore fornisce alcune spiegazioni
di questa viva e florida realtà agricola, pur
non immune oggi di alcune difficoltà legate
alla redditività dei prodotti agricoli. Anzitutto
la tradizione del “maso chiuso”, che ha evitato
la frammentazione dei terreni e favorito il
legame della famiglie con la terra. Inoltre,
la politica agraria condotta negli anni dalla
provincia di Bolzano, volta a fornire le aziende
di tutte le infrastrutture necessarie, il successo
della legislazione sull’agriturismo, il profondo
radicamento del cooperativismo, l’altissima
rappresentatività del sindacato degli agricoltori.
Infine, la ricerca di un elevato livello di
qualità ed ecosostenibilità della produzione.
In Europa l'obiettivo è la qualità,
pp. 41-45
di Paolo De Castro
L’intervento prende in esame la riforma
della politica agricola comunitaria, indagando
i motivi che stanno alla base del nuovo modello
di intervento per il settore primario, che avrà
importanti ricadute sulla politica economica
e sociale. Lo scenario della globalizzazione,
il nuovo assetto delle relazioni commerciali
internazionali, il processo di allargamento
dell’unione, nuove sensibilità sociali (la sicurezza
alimentare, le tematiche ambientali) hanno richiesto
un ruolo diverso alla politica dell’Unione.
L’autore mette in evidenza i principi cardine
della PAC del futuro: la proiezione verso la
qualità, il ruolo multifunzionale dell’attività
agricola, l’attenzione per la tutela dei diritti
umani e animali.
APPLICAZIONI
Il
veterinario
A tutela dell'animale e ... dell'uomo,
pp. 46-53
di Bartolomeo Biolatti
Il
viticoltore
Produrre, cioè educare a consumare,
pp. 54-61
di Andrea Surbone
L'imprenditrice
agricola
La specificità della ruralità
al femminile, pp. 62-67
di Maura Guerrini
Indicazioni
bibliografiche, pp. 68-70
RUBICHE
PER AMBITI PROFESSIONALI
Ambiente
/ Protocollo di Kyoto
Solo assieme si difende il clima globale,
pp. 71-76
di Giovanni Guzzi
L’articolo prende lo spunto dalla recente decisione
della Russia di ratificare il protocollo di
Kyoto, rendendo così possibile la sua entrata
in vigore. La Convenzione determina precisi
impegni per i paesi firmatari in tema di limitazione
delle emissioni di gas serra, in assenza dei
quali si aggraverebbero ulteriormente alcuni
preoccupanti fenomeni dovuti al riscaldamento
planetario, a danno specialmente di determinati
ambiti fisico-morfologici opportunamente descritti
dall’autore. Sono inoltre evidenziati alcuni
limiti del protocollo e si segnala in particolare
la preoccupazione legata alla mancata ratifica
degli USA, il paese più inquinatore del pianeta,
e alle politiche ambientali di certi Stati europei,
tra i quali l’Italia, che stanno nei fatti disattendendo
gli impegni assunti.
Economia / Corporate Governance
Autodisciplina e controllo dell'impresa,
pp. 77-84
di Carmine De Angelis
Il sistema delle regole destinate a governare
una società devono essere4 in grado di gestire
non solo il potenziale conflitto tra azionisti-risparmiatori
e amministratori, la proprietà e la gestione,
ma anche quello tra soci di controllo e soci
di minoranza. Tale obiettivo può portare alla
presenza negli organi societari,con funzioni
di controllo e quindi di tutela dei piccoli
azionisti, ad esempio di rappresentanti dei
fondi comuni di investimento o dei fondi pensione.
L’articolo si occupa in particolare dei benefici
privati del controllo, ottenuti in virtù del
controllo esercitato sulla società. Analizza
inoltre i meccanismi interni alla società che
tendono ad allineare obiettivi degli azionisti
e dei manager, distinguendo tra i sistemi di
governance della public companies e quelli più
adatti per le società in cui la proprietà è
maggiormente concentrata. Una serie di meccanismi
esterni è necessaria poi per rafforzare quelli
interni: si tratta di una disciplina normativa
che il legislatore deve dettare per modellare
il comportamento degli attori economici e a
protezione dei creditori-risparmiatori, nonché
di un sistema bancario efficiente e indipendente
rispetto all’apparato industriale.
Formazione
/ Operatori sanitari
Prendersi cura di chi deve "curare",
pp. 85-92
di Francesco Zeziola
L’articolo si occupa dell’attività di formazione
del personale nel settore della sanità pubblica:
espone le ragioni storico-giuridiche e gli obiettivi
che spiegano la presenza di una specifica “funzione
“formazione” nelle Aziende Ospedaliere e ripercorre
le tappe dell’evoluzione legislativa che ha
accompagnato la loro affermazione. L’attività
di formazione, se non affidata ad Agenzie esterne,
richiede la presenza di un formatore aziendale,
colui che professionalmente e con continuità
svolge una funzione di “regista della formazione”.
L’articolo tratteggia le caratteristiche e le
competenze che vengono richieste a questa nuova
figura professionale. Presenta poi una esperienza
di formazione del personale dell’Azienda Ospedaliera
“M.Mellini” di Chiari (BS), svoltasi nel novembre
2003
Spazio
aperto / Etica e Sport
Campioni puliti dentro e fuori, pp. 93-96
di Lorenzo Biagi
Spazio
aperto / Etica e Sport
L'educazione passa attraverso lo sport,
pp. 97-104
di Natale Filippi
Recensioni
e segnalazioni, pp. 105-112