Centro di Studi e Ricerche in
Etica e ...
Ambiente, Economia, Medicina e Società
 


RIVISTA

Rivista "ETICA PER LE PROFESSIONI"
Questioni di etica applicata

N. 3/2003

"Sostenibilità e ambiente"


Editoriale

La sensibilità ambientale sembra trovare, particolarmente negli ultimi anni, sempre maggiore spazio non solo nei programmi di analisi e di ricerca degli addetti ai lavori, ma anche nella percezione dei cittadini comuni. Appare sempre piú diffusa e condivisa, in altre parole, la consapevolezza che il "sistema terra" non è un patrimonio inesauribile, ma, al contrario, una risorsa che si può estinguere. Il cambiamento climatico, l'inquinamento, la scarsità delle risorse idriche, la desertificazione, l'insicurezza alimentare, la perdita della biodiversità, i sempre più frequenti disastri ambientali sono solo alcuni degli elementi che hanno contribuito a questa presa di coscienza.
Appare ancora più rilevante il fatto che quasi unanimemente, ormai, si comprenda che la presente situazione d'incertezza e di pericolo sia imputabile proprio ed esclusivamente a comportamenti non pienamente responsabili dell'uomo. Lo sviluppo e la continuità della vita, sia dei sistemi ecologici sia di quelli sociali, hanno una qualche possibilità di futuro nella misura in cui saranno rispettati e tutelati quei vincoli strutturali che il "sistema natura" da sempre porta con sé. La consapevolezza che le risorse naturali sono un patrimonio da usare con parsimonia esige di porre sotto controllo non solo il modo di produrre ma anche quello di consumare, non solo lo stile di vita individuale ma anche quello collettivo.
La dimensione entro la quale si pone - e si riuscirà a risolvere - il problema della sostenibilità ambientale non può e non potrà che essere globale. Se da una parte è vero, infatti, che non è possibile garantire la tutela del patrimonio ambientale senza mettere in atto comportamenti virtuosi personali, dall'altra non si potrà perseguire con successo l'obiettivo "sostenibilità" se non si punterà tutti insieme - in senso globale, appunto, e trasversale - verso condivise e coerenti strategie operative. Mai come oggi la società contemporanea si trova dinnanzi a una crisi che investe la capacità di fornire risorse e di assorbire ulteriori alterazioni ambientali non di un singolo territorio o di una particolare area geografica, ma dell'intero pianeta.
La questione ambientale, dunque, non è piú riferibile solo al problema dell'inquinamento e dello sfruttamento delle risorse natutali, ma deve assumere una dimensione globale, capace di coinvolgere, sia pure con ruoli diversi e con responsabilità differenziate, tutte le dimensioni della vita sia delle singole persone sia dell'intera collettività, a partire dalle istituzioni pubbliche e dal mondo della politica, fino alle imprese e ad ogni singola professione.
Parlare di sostenibilità oggi significa comprendere le strette interrelazioni che esistono tra ambiente, economia e società. Rispondere alle crescenti emergenze ecologiche e socio-ambientali che colpiscono ora una ora l'altra parte del pianeta non significa solo elaborare mirati interventi compensativi, sia pure integrati e innovativi, ma costruire una società capace di futuro, in grado cioè di rendere migliore la qualità della vita delle presenti e delle future generazioni. Per tutte queste ragioni diventa assolutamente improcrastinabile la creazione di un ente sovranazionale per l'Ambiente (World Environmental Organization, WEO), capace di interagire con la già esistente Organizzazione Mondiale per il Commercio (World Trade Organization, WTO) e di intervenire - riducendo il divario di benessere tra Nord e Sud del mondo e attuando una credibile riforma delle regole del commercio internazionale - per prevenire disastri o abusi ambientali irreversibili, per costruire un nuovo ordine socio-economico dove siano tutelate le diversità e il bene pubblico globale.
Al mondo imprenditoriale e a quello delle professioni è chiesta la responsabilità di mutare radicalmente i processi produttivi, non solo utilizzando tecnologie pulite e ottimizzando l'uso delle risorse, ma creando, soprattutto, una alleanza nuova con il consumatore. In tal modo sarà piú facile ottenere l'eliminazione di ogni forma di spreco e la realizzazione di prodotti a basso impatto ambientale che rispondano - qualitativamente e quantitativamente - ad effettive necessità. Va detto, infine, che i richiami etici che interpellano tutte le professioni affinché realizzino un processo di sviluppo sostenibile non si scostano affatto dai princípi morali di sempre: rispetto, equità, competenza, responsabilità. La capacità di "fare rete", una vivace "creatività" professionale e una corretta informazione contribuiranno a migliorare la qualità del vivere della società umana globale.

I Direttori
Antonio Da Re
Renzo Pegoraro

 

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