Rivista "ETICA PER LE PROFESSIONI"
Questioni di etica applicata
Sommario del n. 3/2003, anno
V
Editoriale,
p. 7-8.
Sostenibilità
e ambiente
DOSSIER
Globalizzazione:
un problema di governance, pp. 9-16
di Eleonora Barbieri Masini
La discussione sullo sviluppo sostenibile deve
assumere come quadro di riferimento il concetto
di globalizzazione. Per capire non solo come
funzionano i circuiti finanziari, ma soprattutto
come la dinamica della globalizzazione influisca
sullo sviluppo umano e sulla sostenibilità,
intesi come fondamenti di un'etica "universalistica",
orientata al "bene comune". Forte di questa
convinzione, l'autrice propone riferimenti significativi
al pensiero di alcuni studiosi. Tra questi,
Saskia Sassen (in tema di dualismo nazionale/globale
e di sostenibilità delle città globali), Denis
Goulet, sostenitore di una globalizzazione "dal
basso", che si collega alla società civile ed
è basata su uno sviluppo non solo economico
e Jan Aart Sholte che rivisita il processo di
globalizzazione a partire dalle relazioni tra
le personi e parla in proposito di "deterritorializzazione".
L'intervento si chiude con la presentazione
di alcune esperienze che hanno saputo realizzare,
in un contesto di globalizzazione, cambiamenti
nell'agire umano, orientandolo in funzione del
bene comune e della sostenibilità.
Dopo il WTO è necessario il WEO,
pp. 17-24
di Stefano Zamagni
Dopo aver ripercorso le tappe attraverso le
quali si è avuta, a livello di politiche istituzionali
e di organizzazioni internazionali, una presa
di coscienza della problematiche ambientali
(dal rapporto del MIT 1972, all'idea di sviluppo
sostenibile del Rapporto Brundtland del 1987,
dall'"Agenda 21" della Conferenza di Rio al
Protocollo di Kyoto del 1997), il saggio si
interroga sul futuro del problema dello sviluppo
sostenibile in un contesto di globalizzazione.
Si individuano alcune priorità: anzitutto la
riduzione della distanza del benessere tra Nord
e Sud del mondo e quindi un programma di azione
contro la povertà. In secondo luogo una riforma
delle regole del commercio internazionale nell'ambito
di una più generale regolamentazione delle attività
economiche internazionali, e quindi una stretta
cooperazione tra le agenzie che si occupano
di commercio e di ambiente. Soprattutto, però,
l'autore ritiene indifferibile la creazione
di una World Environment Organization (WEO),
capace di operare in interazione con la World
Trade Organization (WTO) e di intervenire in
tutti quei casi in cui gli indici di prezzo
non si dimostrano in grado di prevenire perdite
ambientali irreversibili.
Il
ruolo nuovo del "capitale naturale",
pp. 25-32
di Emilio Di Cristofaro
Molti dei problemi ambientali che affliggono
il pianeta dipendono dalla vastità e rapidità
dello sviluppo industriale, a lungo basato sul
convincimento dell'inesauribilità delle risorse
e dell'onnipotenza tecnologica. Oggi si va sempre
più affermando l'esigenza di un mutamento radicale
nei processi produttivi al fine di ottimizzare
l'uso delle risorse. Ciò comporta il superamento
del concetto di valore legato al bene di consumo,
verso il principio del valore intrinseco del
materiale con il quale è stato prodotto. In
quest'ottica l'autore - vicepresidente del Gruppo
Galgano - , muovendosi all'interno del modello
di industrial ecology (che affida cioè allo
sviluppo delle tecnologie pulite un ruolo decisivo
per lo sviluppo sostenibile), esamina tre principi
che dovrebbero guidare i processi produttivi
moderni. Anzitutto l'eco-efficienza, che impone
alle imprese di rivedere modalità di business,
prodotti e processi per ridurre l'impatto ecologico.
Poi il lean thinking, per l'eliminazione di
tutte le forme di spreco. Infine, nel contesto
di un'alleanza tra imprese e consumatori, il
principio del servizio a flusso, per garantire
al cliente direttamente il servizio di cui ha
effettivamente bisogno al posto del prodotto
in grado di fornirgli il servizio.
Per l'ecologia una scienza post-normale,
pp. 33-40
di Gianfranco Bologna
Quattro importanti programmi di ricerca
internazionale sulla comprensione dei fenomeni
di cambiamento globale (l International Geosphere
Biosphere Programme, l'Human Dimensions of Global
Environmental Change, il World Climate Research
Programme e il Diversitas sulla biodiversità
planetaria) sono stati riuniti in un unico Earth
System Sceince Partnership. L'autore prende
spunto da ciò per dimostrare come i migliori
risultati per comprendere le problematiche in
qualche modo legate al concetto di sostenibilità
e alla sua operabilità si ottengano attraverso
una convergenza transdisciplinare di riflessioni
e ricerche derivanti da discipline diverse.
Si sta formando in tal senso nella comunità
scientifica una Sustainability Science. Il saggio
intende, da un lato, richiamare il quadro concettuale
ed epistemologico all'interno del quale essa
si muove. Dall'altro, si sofferma sui più rilevanti
contributi alla Sustainability Science provenienti
da tre ambiti di ricerca: la Earth System Science,
l'economia ecologica e la biologia della conservazione.
L'etica di sempre per le eco-professioni,
pp. 41-47
di Franco La Ferla
Lo sviluppo sostenibile poggia su una rete
di soggetti dotati di professionalità molto
variegate. Dall'analisi dei soggetti che operano
per l'ambiente, della dinamica occupazionale
del settore, delle figure professionali necessarie
e relativa offerta formativa, si ricava che
la complessità inerente il processo di sviluppo
sostenibile non richiede stravolgimenti nelle
professionalità esistenti. Anche i richiami
etici per chi lavora per l'ambiente non si discostano
significativamente dai principi morali tradizionali,
che permettono a ognuno di migliorare la qualità
del vivere della nostra società umana.
APPLICAZIONI
IMPRENDITORE
/ Il futuro è dell'impresa eco-sensibile,
pp. 48-53
di Federico de' Stefani
I valori, la legislazione e il mercato possono
far crescere il numero delle eco-imprese. Resta
fondamentale il "gioco di squadra" e l'informazione.
FUNZIONARIO
PUBBLICO / Non si fa rete senza l'ente pubblico,
pp. 54-59
di Daniela Minetti
Per le politiche di sostenibilità occorrono
funzionari pubblici "creativi", capaci di far
rete tra i vari enti e soggetti.
COMUNICATORE
AMBIENTALE / Anche la vera informazione fa audience,
pp. 60-65
di Simonetta Lombardo
L'informazione ambientale spesso viene gonfiata,
quasi fosse una notizia "debole", che per ottenere
ascolti deve per forza "impressionare".
CONSULENTE AMBIENTALE/ La professione polivalente
"per natura", pp. 66-71
di Walter Sancassiani
La figura del consulente ambientale è la combinazione
trasversale di saperi e attitudini diverse alla
quale è chiesto di tutelare e implementare l'eco-sistema.
Indicazioni
bibliografiche, pp. 72-74
RUBICHE
PER AMBITI PROFESSIONALI
Ambiente
/ Kiev 2003, Documento finale della
Quinta Conferenza Internazionale su "Etica
e politiche ambientali"
Stili d'impresa e sviluppo sostenibile,
pp. 75-82
Il Documento di Kiev è il risultato della "Quinta
Conferenza Internazionale su Etica e Politiche
Ambientali" (2 - 6 aprile 2003), che ha visto
la presenza di 140 partecipanti, esponenti del
mondo imprenditoriale, istituzionale, scientifico,
culturale, associativo di 21 differenti Paesi
europei ed extraeuropei.
Economia / Il "caso Cirio"
Insolvenza socialmente responsabile,
pp. 83-88
di Alessandro Segale
Premesso un richiamo ad alcuni dei principi
fondamentali dell'etica economica, l'intervento
ricostruisce il caso della crisi dell'industria
agroalimentare Cirio mettendo in evidenza le
prassi o le omissioni, di singoli e di gruppi,
meritevoli di un giudizio etico. La complessa
vicenda, tuttora in corso, viene presentata
in modo allegorico, come un Circo Massimo sui
cui spalti i poteri istituzionali e il pubblico
assistono (ma anche orientano) il comportamento
di chi occupa l'arena: imprenditori, risparmiatori
e banche, produttori agricoli e finanzieri.
Formazione
/ Nuove abilità
Le radici antiche della formazione, pp.
89-96
di Daniele Loro
Nella nostra epoca quando si parla di formazione
si fa riferimento alla formazione professionale,
spesso rimarcandone la distanza con l'istruzione
e la cultura umanistica. In realtà ciò avviene
perché oggi, a differenza di quanto avvenuto
in epoche precedenti, la dimensione esistenziale
dominante è quella economica. L'autore sostiene
invece che più la formazione professionale approfondisce
il proprio oggetto di indagine e il senso del
proprio compito, più rinviene al proprio interno
le tracce di una dimensione (più profonda e
ricca di quella economica) etica e valoriale,
che collocano la formazione professionale sull'orizzonte
di una più ampia concezione della formazione,
di stampo "umanistico". Nel dare dimostrazione
di questo convincimento l'autore si riferisce
al pensiero di Gian Piero Quaglino, che intende
la formazione come attività educativa incentrata
sulla persona e basata su uno sviluppo positivo
delle relazioni tra gli attori che la formazione
stessa coinvolge.
Sanità
/ Professioni di frontiera
La bioscienza è una professione?,
pp. 97-100
di Matti Häyry
L'intervento si sviluppa a partire da alcuni
interrogativi relativi al ruolo dell'etica nel
campi della biologia molecolare, della tecnologia
medica e della genetica. Ci si chiede se i bioscienziati
abbiano bisogno di un'etica professionale e
quale tipo di questioni morali andrebbero eventualmente
prese in considerazione nei loro codici professionali.
La risposta affermativa dell'autore alla prima
domanda è preceduta da alcuni ragionamenti che
investono l'identità stessa della categoria
dei bioscienziati (se coloro che lavorano in
questo campo costituiscano o meno un gruppo
professionale). La seconda questione richiama
l'attenzione sui diversi possibili modelli valoriali
di riferimento per l'elaborazione dei codici
etici nel contesto delle bioscienze.
Spazio
aperto / Sport
Vizi antichi nello sport moderno, pp.
101-106
di Ewa Kalamacka
Recensioni
e segnalazioni, pp. 107-114