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Etica e ...
Ambiente, Economia, Medicina e Società
 


RIVISTA

Rivista "ETICA PER LE PROFESSIONI"
Questioni di etica applicata

N. 3/2002

"Etica e responsabilità d'impresa "


Editoriale

Oggi, il mondo imprenditoriale è sempre piú consapevole che lo sviluppo economico e produttivo dipende in maniera rilevante dalle conseguenze che questo provoca sulla qualità di vita della società civile e, ancor prima, sulle risorse naturali. La valutazione che il mercato dà di una impresa dipende molto dalla sua capacità di realizzare investimenti socialmente responsabili. In altre parole, un'impresa, per avere successo, ha bisogno della legittimazione sociale. Ma perché si parla sempre piú frequentemente di "responsabilità sociale"? Stefano Zamagni ritiene che ciò sia dovuto ad almeno tre fattori: innanzitutto, il consumatore-cittadino è piú attento e critico nel suo modo di acquistare e consumare; la globalizzazione del mercato, poi, rende le imprese stesse piú trasparenti e, perciò, piú controllabili e comparabili; infine, l'impresa ha compreso che l'attenzione socio-ambientale procura piú facilmente buona reputazione e, quindi, maggiore successo economico. "Se il mercato vuole funzionare bene e a lungo - sostiene ancora Zamagni - ha bisogno di una certa dose di gratuità, dal momento che è il principio del dono che fonda lo scambio e non viceversa". La crescente attenzione che si è riversata ai comportamenti economicamente responsabili, tuttavia, evidenzia come sia ancora forte la divaricazione tra etica ed economia. Tale distanza, secondo Giuseppe Pellegrini, è risolvibile proprio nella misura in cui si riuscirà a passare dall'etica dei valori all'etica delle virtú. Lo strumento del "bilancio sociale d'impresa" se, da una parte, diventa efficace rappresentazione della responsabilità sociale e della gestione della fiducia degli stakeholder, dall'altra, a parere di Mario Viviani, porta con sé un forte rischio di "autoreferenzialità". Se il fenomeno della responsabilità sociale, dunque, rappresenta una evoluzione della democrazia e, al contempo, realizza un ruolo di accountability e di governance nella costruzione della cittadinanza d'impresa, non va trascurato il ruolo fondamentale che può giocare anche il "codice etico" d'impresa nella gestione della "Corporate Social Responsibility", intesa, appunto, come modello di governance allargata dell'impresa. Il codice etico, infatti, induce a osservare obblighi fiduciari non solo verso la proprietà, ma anche verso tutti gli stakeholder. Il dialogo con gli stakeholder diventa perciò essenziale nel processo decisionale della strategia d'impresa. La reputazione di una azienda dipende soprattutto dalla sua capacità di comunicare, in modo trasparente e verificabile, i princípi, gli standard di riferimento e i comportamenti aziendali. "La creazione di forme organizzative in grado di sviluppare un dialogo morale con gli stakeholder - sostiene Lorenzo Sacconi - è la migliore procedura di sviluppo di attuazione del codice etico". L'imprenditore, il manager, il revisore contabile, il commercialista sono solo alcuni degli attori coinvolti in questo dialogo morale. Ambiente, qualità e sicurezza di vita rappresentano le nuove sfide che attendono le imprese e il nuovo modello di sviluppo che può garantire profitto e successo. Va detto, poi, che i fattori che hanno grande incidenza nel successo aziendale sono anche quelli intangibili: il capitale relazionale interno ed esterno, la cultura organizzativa, la reputazione, ecc. Tutto ciò chiede all'azienda di saper impostare il proprio operare in un contesto valoriale, dove l'approccio relazionale consente di dare ruolo e valore a ciascuno dei soggetti che direttamente o indirettamente interagiscono con l'impresa stessa. La responsabilità d'impresa "diventa una opportunità e non piú un vincolo - scrive Giampietro Parolin - se si attiva una reciprocità nella relazione tra impresa e stakeholder". Il bilancio sociale, le rendicontazioni e le certificazioni possono davvero diventare strumenti utili ed efficaci per la creazione di valore aggiunto a livello economico, sociale, ambientale. E questo è quanto hanno sottoscritto - come spiega Matteo Mascia nella rubrica dedicata all'Ambiente - le imprese presenti al Vertice delle Nazioni Unite sullo "Sviluppo Sostenibile" di Johannesburg (26 agosto - 4 settembre 2002). Cosí, la sostenibilità diventerà l'opportunità, la responsabilità sociale e ambientale la strategia, la trasparenza l'impegno strutturale, la relazionalità con i diversi attori della società civile la metodologia per realizzare progetti condivisi, nonché per ottenere successi comuni.

I Direttori
Antonio Da Re
Renzo Pegoraro

 

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