Rivista "ETICA PER LE PROFESSIONI"
Questioni di etica applicata
Sommario del n. 3/2002, anno
IV
Editoriale,
p. 7-8.
Etica
e responsabilità d'impresa
DOSSIER
Nelle
mani del "consumatore-cittadino",
pp. 9-16
di Stefano Zamagni
Oggi la massimizzazione del profitto è condizione
necessaria ma non sufficiente: la valutazione
che il mercato dà di una impresa dipende anche
dalla corporate social performance. Il mercato
per funzionare ha bisogno di gratuità e, più
in generale, occorre pensare a un diverso sistema
di relazioni tra Stato, mercato e società civile.
Tre sono le ragioni che fanno della responsabilità
sociale dell'impresa un connotato indispensabile
per l'impresa globale. La prima è percepibile
nel passaggio dal consumatore-cliente a quella
al consumatore-cittadino, capace di orientare
i soggetti. La seconda viene ravvisata nella
globalizzazione che, in forza della mobilità
acquisita dagli investitori, porta a una divaricazione
tra potere economico e obblighi sociali. Ciò
spiega la richiesta di rendere noto (es. bilancio
sociale, bilancio ambientale ecc.) il modo specifico
in cui l'impresa esprime la propria responsabilità
nei confronti di tutti gli stakeholders. Infine
la responsabilità sociale d'impresa è legata
alla ricerca di forme nuove di organizzazione
aziendale, diverse dal sistema degli incentivi.
L'economia del benessere e dell'equità,
pp. 17-24
di Giuseppe Pellegrini
La distanza venutasi a creare tra etica ed economia
ha sollecitato da più parti una riflessione
intorno ai comportamenti economicamente responsabili.
Analizzando l'etica basata sui valori, si prende
in considerazione l'etica delle virtù, tesa
a considerare l'informazione sulle conseguenze
del nostro agire, che conduce dalla sfera personale
a quella sovra-personale, cioè alla sfera pubblica.
Il dibattito fra utilitarismo e contrattualismo,
tra efficienza e giustizia, si articola nella
misura in cui si considerano le responsabilità
degli attori sociali. Fra essi le imprese ricoprono
un ruolo particolarmente importante in questa
fase di modernità, in cui la differenziazione
sociale risulta estremamente elevata. Per superare
il rischio della separazione e della frammentazione,
si analizzano alcuni aspetti riguardanti le
funzioni delle imprese per una possibile integrazione
sociale dell'economia.
La
vera forza degli "stakeholder",
pp. 25-32
di Mario Viviani
La pratica del bilancio sociale si è molto sviluppata
negli ultimi anni. Questa diffusione permette
di iniziare a trattare di alcuni limiti e di
alcuni problemi ancor poco valutati. La principale
questione riguarda il ruolo degli stakeholder.
Diviene necessario interrogarsi sui modi in
cui essi possono conferire legittimazione al
bilancio sociale, al suo processo di costruzione
ed impiego. Più specificamente, è possibile
classificare i problemi di costruzione e impiego
del bilancio sociale - e riguardanti il ruolo
degli stakeholder - in quattro principali categorie:
problemi di costruzione, problemi di legittimità,
problemi di pertinenza dei contenuti (somiglianza),
problemi di efficacia.
Un contratto sociale per l'impresa, pp.
33-40
di Lorenzo Sacconi
La Corporate Social Responsabilità (CSR)
è il naturale completamento dell'impresa, quale
istituzione di governo delle transazioni. Il
saggio analizza le basi economiche della CSR
e i caratteri che essa dovrebbe includere. La
gestione strategica dell'impresa si regge su
un equilibrio accettabile da tutti gli stakeholders
e dall'impresa come base per la loro cooperazione
e contraddistinto dal criterio etico del "contratto
sociale", inteso come accordo mutuamente vantaggioso.
La CSR è la base per consolidare uno degli asset
più importanti dell'impresa, cioè la buona reputazione
che consente agli stakeholders di fidarsi e
di cooperare con essa. Nel dibattito in ambito
europeo stanno emergendo tentativi di standardizzazione
di un sistema di qualità per la CSR. L'autore
analizza le fasi e gli strumenti relativi ai
sistemi di gestione per la Responsabilità Etica
Sociale in corso di elaborazione in Italia e
si sofferma sui possibili contenuti del codice
etico d'impresa.
La relazione che accresce il valore,
pp. 41-47
di Giampietro Parolin
La responsabilità sociale d'impresa (e le
forme di certificazione ad essa riconducibili)
può sembrare un nuovo vincolo posto all'impresa.
In realtà si ha la consapevolezza che il successo
aziendale è legato a fattori in gran parte intangibili
e richiede di operare in un contesto valoriale
favorevole. L'articolo si propone di cogliere
la dimensione relazionale della responsabilità
sociale alla luce del contributo che la teoria
degli stakeholder propone sul tema. L'approccio
relazionale dà valore ai soggetti con i quali
l'impresa opera (azionisti, lavoratori, manager,
istituzioni, fornitori, clienti, società civile)
e diffonde una cultura della responsabilità
condivisa, condizione per il successo del progetto
aziendale.
APPLICAZIONI
L'IMPRENDITORE
/ L'etica che produce profitto, pp. 48-53
di Cristina Bonetti
IL
MANAGER / Per una nuova economia del benessere,
pp. 54-59
di Giuseppe Noia
IL
REVISORE CONTABILE / Certificazione che accresce
la qualità, pp. 60-65
di Paola Negretto
IL
COMMERCIALISTA / Professionisti per "contare"
davvero, pp. 66-71
di Mario Spreafico
Indicazioni
bibliografiche, pp. 72-74
RUBICHE
PER AMBITI PROFESSIONALI
Ambiente
/ Johannesburg 2002
Alla ricerca di strategie condivise,
pp. 75-80
di Matteo Mascia
L'articolo presenta i risultati del recente
Vertice sullo Sviluppo Sostenibile svoltosi
in Sudafrica dal 26 agosto al 4 settembre 2002,
convocato dalle Nazioni Unite per rilanciare
l'azione congiunta della comunità internazionale
a favore della protezione dell'ambiente e dello
sviluppo sociale. Nel testo vengono richiamati
i documenti approvati a conclusione della Conferenza,
la Dichiarazione di Johannesburg, il Piano d'Azione
e l'allegato "Iniziative di tipo 2" che raccoglie
562 azioni di partnership tra governi, organizzazioni
internazionali, mondo degli affari e organizzazioni
nongovernative. Le chiavi di lettura con cui
l'Autore rilegge questo importante appuntamento
della Comunità internazionale sono tre: il confronto/scontro
sul ruolo del multilateralismo nella gestione
delle problematiche globali, l'importanza di
un'etica della responsabilità nell'attuazione
dello sviluppo sostenibile, l'ampia e qualificata
partecipazione dei soggetti non statuali che
indica nell'azione dal basso la strada maestra
per costruire un futuro realmente sostenibile.
Economia / Il condono
Come rendere uguali i diversi, pp. 81-88
di Alessandro N. Serena
Il condono fiscale (di cui il legislatore ha
sempre fatto uso nel passato e che è stato di
recente riproposto con modalità estese) realizza
pur sempre una forma di partecipazione alle
spese pubbliche. Come tale va esaminato alla
luce dei principi di capacità contributiva e
di eguaglianza tributaria, espressioni di un
valore etico di solidarietà e di giustizia.
L'autore si sofferma sulla funzione garantistica
dell'art.53 Cost., sul rapporto Stato-contribuente
e sul presupposto della generalità dell'imposizione,
sottolineando come tali principi vengano falsati
dai provvedimenti di condono. E' violato lo
stesso principio di eguaglianza tributaria,
riservando un diverso trattamento a situazioni
espressive di uguale capacità contributiva.
Ragioni di opportunità politica e di temporanea
utilità economica sono poi messe in relazione
ai rischi connessi alla disaffezione dei contribuenti
onesti che vedono premiati furbi ed evasori.
Formazione
/ I docenti
Si insegna solamente in gruppo, pp. 89-94
di Alessandro Gozzo
L'autore, partendo da considerazioni personali
maturate nell'ambiente scolastico, esamina alcuni
atteggiamenti, diffusi tra i docenti, che contribuiscono
allo scadimento dell'intervento educativo, alla
svalutazione dell'immagine sociale degli operatori
della scuola, al loro frequente burnout. Sono
comportamenti inaccettabili negli educatori
professionali, che vengono messi in evidenza
allo scopo di favorire una presa d'atto e un
loro superamento. Un insegnante opera talora
guidato da preferenze, secondo giudizi categorici
e pregiudizi, incapace di accostare empaticamenti
i propri allievi. Rispetto ai colleghi, l'individualismo
operativo e la convinzione della insindacabilità
del proprio metodo rendono difficoltoso il lavoro
di equipe. L'operare a testa bassa senza cogliere
la complessità del progetto formativo si alterna
con l'apatia e il disamoramento verso la propria
professione. L'intervento si chiude con una
semplice proposta che vuole contribuire a cambiare
le situazioni negative descritte.
Spazio
aperto / Interculturalità
Psicologi: nuove qualità professionali,
pp. 95-100
di Karin Petrini
Gli psicologi si trovano sempre più spesso
a fornire la propria prestazione professionale
a favore di persone provenienti da culture diverse
o ad effettuare ricerche in contesti cross-culturali,
mentre gli strumenti cui devono fare riferimento
per decidere la migliore condotta da tenere
(codici deontologici, principi etici) sono riferibili
alla cultura dominante del paese ove si sono
professionalmente formati. L'articolo affronta
il tema della psicologia multiculturale, a partire
da alcuni studi pubblicati negli USA, mettendo
in luce la necessità che lo psicologo, per instaurare
una vera comunicazione con il cliente, da un
lato, sia maggiormente consapevole delle propria
identità e delle proprie virtù; dall'altro,
approfondisca le conoscenze delle culture diverse
dalla propria. L'autrice esamina anche il problema
di come i codici deontologici debbano tenere
in considerazione tale operare dei professionisti
in una realtà multiculturale.
Spazio
aperto / Associazionismo professionale
Il problema della rappresentanza, pp.
101-104
di Ivone Cacciavillani
Recensioni
e segnalazioni, pp. 105-112
Settima
Edizione Premi per Tesi di Laurea Fondazione
Lanza
Elenco dei parecipanti e vincitori, pp. 113-114