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RIVISTA

Rivista "ETICA PER LE PROFESSIONI"
Questioni di etica applicata

Sommario del n. 2/2004, anno VI



Saper scegliere nel bene della ricerca comune, p. 7


Editoriale, p. 9-10.

Il segreto professionale

DOSSIER

La duplice fonte di un bene fondamentale, pp. 11-16
di Remo Danovi
Benché non espressamente definito dalla legge, il segreto professionale è previsto da varie norme di diritto sostanziale e processuale e costituisce uno dei pilastri del ministero difensivo. Esso garantisce la libertà e la sicurezza dei rapporti professionali, ma anche l'attuazione dell'ordinamento per i fini della giustizia, ed è pertanto a protezione di un bene collettivo, oltreché di un interesse individuale. L'autore - uno dei massimi studiosi di deontologia professionale - si sofferma sulla portata del diritto-dovere del segreto professionale nel codice deontologico forense ed evidenzia la natura complementare e la giuridicità delle norme deontologiche rispetto quelle processuali. L'articolo si occupa inoltre del rapporto tra segreto e privacy e delle problematiche sollevate dalla recente direttiva europea sul riciclaggio di denaro.


Instaurare un rapporto di fiducia, pp. 17-24
di Alberto Bondolfi
Il tema del segreto professionale rappresenta un classico della riflessione etica e giuridica eppure continua a sollevare interrogativi, specie di fronte alle sfide contemporanee. L'intervento lo affronta anzitutto da un punto di vista globale, legando l'istituto del segreto professionale, più che al tipo di informazioni scambiate, al necessario rapporto di fiducia che sta alla base del rapporto professionista cliente. Da qui anche la relatività del principio, che potrà essere limitato in presenza di prevalenti valori da tutelare. La seconda parte dello studio si incentra sul segreto nelle professioni mediche, ricostruendo le fonti storiche e le motivazioni che hanno legittimato l'istituto. Il dovere di riservatezza è una delle basi dell'etica medica sin dal suo inizio, benché esso non vada inteso come un valore assoluto, e la medicina ha cercato di assicurarlo anche nella complessità dell'organizzazione moderna della salute. Viene infine affrontato il delicato e tragico tema del conflitto tra riservatezza e dovere di prevenzione nella cura dei malati di AIDS.

Una questione di etica non di "etichetta", pp. 25-32
di Renzo Gerardi
L'obbligo del segreto può fondarsi su di una previsione legislativa, ma può fondarsi anche su altri vincoli. Esistono di conseguenza vari tipi di segreto: segreto "naturale", "promesso", "affidato" (a questo tipo appartiene il segreto professionale). L'autore ripercorre le principali tappe storiche attraverso le quali il segreto professionale si è affermato, dapprima nella professione medica e nell'attività forense e successivamente nella altre professioni. Analizza poi il "segreto sacramentale" o "della confessione", secondo la prassi e il diritto della Chiesa cattolica, e lo confronta con il segreto professionale. Quest'ultimo tutela il professionista, la società e poi il cliente, ed è soggetto a limitazioni. Al contrario, il sigillo sacramentale è assoluto e tutela il sacramento e la buona fama del penitente.

L'evoluzione della "privacy", pp. 33-40
di Michela Massimi
L'articolo tratta del rapporto tra "privacy" e segreto professionale alla luce dell'evoluzione giuridico-sociale dei due concetti e in relazione alle novità introdotte dal recente Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lgs. 196/2003). Si evidenzia come il moderno diritto alla "privacy", inteso come diritto dell'individuo a esercitare un controllo sul flusso delle informazioni che lo riguardano, venga in qualche modo a inglobare l'interesse sotteso alla tutela del segreto professionale. In gioco qui è infatti la volontà di non far conoscere a terzi le informazioni personali rivelate al professionista al fine di ottenerne la prestazione. L'autrice approfondisce anche il concetto di "giusta causa" di rivelazione e si sofferma sul ruolo attribuito ai codici deontologici dalla normativa in materia di "privacy".

Un principio con significati diversi, pp. 41-39
di Pasquale Giuseppe Macrì
Premesso un breve "excursus" sulla graduale affermazione del diritto alla "privacy", l'intervento propone un esame comparato delle modalità di tutela di tale diritto, con riguardo particolare all'ambito medico, nel nord America (Canada e USA) e negli Stati europei (con riferimenti ai sistemi normativi ed etico-dentologici presenti in Svezia, Austria, Gran Bretagna, Olanda, Francia, Portogallo Spagna). L'autore evidenzia come, sotto il profilo strettamente deontologico, la "confidentiality" in ambito sanitario trovi forte radicamento in aerea europea, grazie alla diffusione dei principi ippocratici. Di converso, l'esigenza di una specifica tutela giuridica della riservatezza e del segreto professionale, come espressione del diritto individuale di libertà, trovi momenti propositivi significativi nella tradizione liberale nord americana. In seguito al recepimento della Direttiva CEE 95/46, gli Stati membri dell'UE sono comunque dotati di una uniforme tutela del diritto alla riservatezza. Inoltre, grazie ad una comune esigenza di tutelare i diritti di libertà in medicina, Europa e Nord America hanno sottoscritto nel 2002 nome comportamentali comuni, attenuando le distinzioni tra le loro tradizioni.

APPLICAZIONI

Indispensabile per la libertà di stampa, pp. 50-57
Consiglio dell'Ordine Giornalisti Veneto a cura di Leonardo Carraro

Riservatezza fiscalmente trasparente, pp. 58-63
di Fabrizio Pinato

Il paziente è il valore prioritario, pp. 64-71
di Salvino Leone

Indicazioni bibliografiche, pp. 72-74

RUBICHE PER AMBITI PROFESSIONALI

Ambiente / Le nanotecnologie
Precauzione: utile ma non sufficiente, pp. 75-80
di Luciano Butti
L'articolo presenta i tratti fondamentali di un complesso progetto di ricerca, svolta in collaborazione con l'associazione "Equiliber", con l'obiettivo di offrire uno strumento per l'applicazione equilibrata del principio di precauzione nelle diverse situazioni. Vengono inizialmente presentati i fondamenti culturali del principio "Better Safe than Sorry". Esso non va inteso come via per eliminare completamenti i rischi della nostra vita individuale e sociale, bensì per ridurli efficacemente. Sul piano giuridico, ciò comporta i considerare vantaggi e svantaggi dell'adozione di misure di cautela, proporzionare queste ultime al rischio e compiere una attenta analisi costi-benefici. L'autore si sofferma quindi sui fondamenti giuridici del principio rinvenibili nel diritto internazionale, comunitario e italiano. Esamina infine le sfide derivanti dall'applicazione del principio di precauzione nella elaborazione di un diritto, oggi non ancora esistente, delle nanoscienze e delle nanotecnologie.

Economia / Respnsabilità sociale d'impresa
La responsabilità frutto della partecipazione, pp. 81-86
di Saverio Pipitone
I nostri tempi sono segnati da un cambiamento epocale, guidato dalla parola d'ordine della "sostenibilità"; l'economia disegna uno sviluppo contrassegnato dall'etica dell'astronauta (al posto dell'etica del cowboy), caratterizzato da spazio limitato e poche risorse da sfruttare e che richiede la convergenza di quattro fattori: capitale fisico, umano, sociale e qualità delle tecnologie. Per correggere i fallimenti del mercato oggi si punta sulla valorizzazione di spinte solidaristiche degli individui: consumatori, risparmiatori, elettori. In questo quadro, l'elemento strutturale dello sviluppo sostenibile è la responsabilità sociale, intesa come integrazione volontaria delle problematiche sociali ed ecologiche nelle operazioni commerciali e nei rapporti con gli "stakeholder". L'intervento si sofferma sulle strategie per comporre i differenti interessi in vista della sopravvivenza nel tempo dell'impresa, in particolare sull'idea del contratto sociale (anche per gestire le relazioni aziendali) e sul ruolo del codice deontologico di comportamento per la formazione etica del lavoratore.

Formazione / Sport
Eccellenza nello sport e nella vita, pp. 87-94
di Andrea Rinaldo

Sanità / Fine della vita
Il significato e la dignità del morire, pp. 95-102
di Ezio Vincenti, Umberto Vincenti, Giorgia Zanon
Precisi criteri tanatologici consentono oggi di determinare con precisione il momento della morte di una persona. Quando e se attivare la rianimazione è viceversa un punto maggiormente discusso, che richiede la considerazione di due fattori essenziali: il dolore e la sofferenza, concetti non coincidenti. Talora, preoccupazioni medico-legali producono veri e propri accanimenti terapeutici: si agisce nel rispetto di protocolli piuttosto che valutare con buon senso la situazione reale del paziente. Il contributo affronta il tema dell'eutanasia passiva e dell'eutanasia attiva. Quest'ultima è spesso collegata alla qualità dell'assistenza medica, infermieristica ed anche psico-affettiva. La grande questione della fine della vita, comunque, difficilmente può essere risolta con regole giuridiche o pronunzie giudiziarie ed, anzi, il diritto stesso è chiamato ad interrogarsi su come recuperare il suo rapporto con il mondo della natura.

Spazio aperto / Democrazia e rappresentanza
I diritti umani non hanno confini, pp. 103-106
di Angelo Peli, Giampaolo Peccolo, Stefano Cinotti

Recensioni e segnalazioni, pp. 107-114

 

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