Rivista "ETICA PER LE PROFESSIONI"
Questioni di etica applicata
Sommario del n. 2/2003, anno
V
Editoriale,
p. 7-8.
Etica
e disabilità
DOSSIER
Alla
ricerca di un nuovo linguaggio, pp. 9-16
di Andrea Martinuzzi
Perché e quando nasce l'esigenza di definire
tutti coloro che si caratterizzano per delle
condizioni di salute che presentano delle modificazioni?
Cosa si intende per handicap, deficit, disabilità,
diversa abilità …? Il saggio affronta il difficile
tema della definizione della disabilità: un
problema lessicale che rinvia in realtà all'evoluzione
del modo di concepire e di rapportarsi con quel
mondo. Esamina e mette a confronto in particolare
i modelli concettuali dei sistemi di definizione
funzionali "Nagi" (messo a punto nel 1991 negli
USA per l'Institute of Medicine), ICIDH del
1980 (elaborato in Europa e base della prima
proposta classificativa OMS in ambito di disabilità)
e ICF 2001 (International Classification of
Functioning) approvato dall'Assemblea Generale
OMS e adottato da 191 paesi.
La diversità è la vera opportunità,
pp. 17-24
di Maria Maddalena Rubaltelli
Per la persona che si trova ad affrontare il
"limite" le opportunità, le "capabilities" possono
diventare più forti e mature. Questo si realizza
se il disabile trova qualcuno che lo aiuti nella
scoperta della sua identità e con lui costruisca
relazioni privilegiate, se il "limite" viene
elaborato e accettato. Una relazione autentica
porta il diversamente abile e colui che l'aiuta
a scoprire potenzialità e capacità non espresse
e suggerire modi diversi di relazionarsi tra
le persone.
Verso
un'etica della cura e del limite, pp. 25-32
di Andrea Canevaro
E' possibile elaborare la sofferenza attraverso
il linguaggio, attraverso una argomentazione
che permetta di collocare il proprio dolore
in un contesto di storia personale e sociale.
Partendo da questo assunto il saggio tratta
dell'etica della conoscenza, intesa come possibilità
di creare un'alleanza tra benessere e sofferenza,
come riscatto della sofferenza attraverso la
conoscenza. Da qui il tema della cura, come
"prendersi cura" anche degli aspetti emotivi
e cognitivi. E il tema del bisogno per il disabile
di conoscere la propria disabilità, non solo
in termini esperienziali, ma come conoscenza
intellettuale, capace di essere rappresentata,
simbolizzata, elaborata culturalmente. Su questa
strada si incontrano talune difficoltà: l'intervento
si occupa in particolare della collaborazione
con i familiari, impegnati a "far dimenticare
la disabilità", e dell'etica del limite contro
il rischio che si insinui l'idea che la riabilitazione
sia onnipotenza.
Aggiornare, non demolire lo stato sociale,
pp. 33-38
di Stefano Spreafichi
L'articolo si propone di fare il punto della
situazione sulle politiche di integrazione del
disabile intellettivo, a 30 anni circa dall'inizio
del loro inserimento nella scuola dell'obbligo,
e sulle realtà legate ai percorsi della formazione
professionale e dei servizi educativo-assistenziali.
Con riferimento alla situazione italiana, di
fronte alla realtà del forte squilibrio territoriale
nella spesa sociale, specie tra regioni ordinarie
e quelle a statuto speciale, nasce l'interrogativo
sull'esistenza stessa del federalismo solidale.
L'analisi prosegue con la situazione della regione
Veneto, dove il ritardo nell'attuazione della
legge quadro 328/2000 è sintomatico del momento
critico che sta attraversando il mondo della
disabilità, alla prese con i problemi della
riduzione dello stato sociale, del ruolo che
si vuole riconoscere al terzo settore, della
fissazione dei livelli essenziali di assistenza,
dell'introduzione dei cosiddetti buoni-servizio.
Le diversità dell'Unione Europea,
pp. 39-43
di Riccardo Roncoroni
L'Anno Europeo delle Persone con Disabilità
2003 rappresenta un'opportunità per sensibilizzare
l'opinione pubblica sulle tematiche della disabilità,
sulla necessità di rimuovere gli ostacoli che
i disabili affrontano quotidianamente e di promuovere
la piena partecipazione alla vita sociale. L'articolo
presenta le linee guida delle politiche dell'Unione
europea sulle pari opportunità delle persone
con disabilità (risoluzione del Consiglio 20/12/96)
e riferisce sul programma d'azione e sulle numerose
iniziative della Commissione Europea per combattere
le discriminazioni. In particolare esamina il
tema della inclusione delle persone con disabilità
nel mondo del lavoro e della promozione in tal
senso di una cultura d'impresa responsabile
in Europa e di una crescita economia sostenibile.
APPLICAZIONI
INSEGNANTE
/ La relazione d'aiuto è un "obbligo",
pp. 44-49
di Dario Ianes
MEDICO
/ I dilemmi di chi cura disabili gravi, pp.
50-55
di Emanuele Vignali
ARCHITETTO
/ Semplicemente progettare "per tutti",
pp. 56-61
di Giulio Nardone e Matteo Clemente
IMPRENDITORE / Il lavoro: un diritto e un dovere,
pp. 62-67
di Davide Cervellin
SPORT / Disabilità: importante è
partecipare, pp. 68-73
di Fabio Presca
Indicazioni
bibliografiche, pp. 74-76
RUBICHE
PER AMBITI PROFESSIONALI
Ambiente
/ Aree naturali
Parchi protetti, ma accessibili a tutti,
pp. 77-82
di Luca Antonio Ercolani
Circa il 20% della popolazione europea è costituito
da persone a mobilità ridotta. Impegnarsi a
migliorare la fruibilità di strutture, percorsi
e servizi delle aree naturali protette significa
garantire il diritto alla non esclusione da
un luogo e quindi attuare il principio costituzionale
di eguaglianza e pari dignità e opportunità
per ogni persona. L'articolo presenta il progetto
"Parchi per tutti: accessibilità e fruibilità
per un'utenza ampliata", affidato dal Ministero
dell'Ambiente all'associazione ambientale Acli
AnniVerdi. Il Progetto ha portato all'emanazione
da parte del Ministero di direttive specifiche
per rendere fruibili le strutture e i servizi
del parchi nazionali.
Formazione / Orientamento professionale
Nuovi compiti per l'educatore-orientatore,
pp. 83-88
di Giovanni Mascio
Il saggio ripercorre anzitutto le tappe che
hanno segnato l'evoluzione degli studi sull'orientamento
(dalla fase diagnostico-attitudinale a quella
caratteriologico-affettiva, da quella dinamica
a quella vocazione a quella, più recente, psicosociale).
Secondo l'autore l'orientamento va inteso soprattutto
come educazione alle scelte e come prassi qualitativa
del sistema educativo-formativo, cioè una "modalità
educativa permanente" che implica un sostegno
continuo fornito all'individuo per realizzarsi.
L'azione orientativa inoltre non è circoscritta
ad una fase (primi anni di scuola) ma si protrae
per tutto l'arco della vita. L'intervento si
occupa anche dell'orientamento delle persone
in difficoltà e come servizio nelle transizioni
e della necessità di integrare l'azione orientativa
con il percorso formativo.
Sanità
/ Pratica clinica
Malattia e cura: una relazione deliberativa,
pp. 89-94
di Sara Casati
Per assumere con responsabilità la dimensione
etica nella praxis clinica della cura è indispensabile
una competenza etica da parte di tutti gli agenti
coinvolti, paziente compreso. Competenza che
si acquista mediante una formazione continua,
come un empowerment, un'acquisizione di capacità,
per affrontare i problemi concreti e prendere
decisioni liberamente, per autodeterminarsi
in contesti dialogici e pluralisti. Partendo
da queste convinzioni, il saggio si sofferma
sui caratteri della dinamica formativa bioetica,
intesa anche come etica pubblica (dato che la
salute è bene universale), ed approfondisce
il concetto di deliberazione etica.
Sanità
/ Riabilitazione
Sempre a fianco di chi deve ricominciare,
pp. 95-102
di Carla Della Vecchia e Maurizio Soldini
L'intervento si occupa della professione
del Riabilitatore, che viene paragonato alla
figura dell'"angelo custode" del paziente e
del suo ruolo nell'ambito della sanità. In particolare
vengono indagate le origini storiche di questa
professione e vengono ricordate le sue competenze,
come attualmente definite dalla legislazione
italiana che regola detto profilo professionale
e dalle norme deontologiche dello specifico
Codice Deontologico. Gli autori si soffermano
sui rapporti tra etica e riabilitazione, mettendo
in luce l'importanza dei concetti di qualità
della vita e di relazione d'aiuto.
Spazio
aperto / Nuovo ruolo delle professioni
Servizio o missione professionale?, pp.
103-106
di Ivone Cacciavillani
Recensioni
e segnalazioni, pp. 107-114