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Etica e ...
Ambiente, Economia, Medicina e Società
 


RIVISTA

Rivista "ETICA PER LE PROFESSIONI"
Questioni di etica applicata

Sommario del n. 2/2002, anno IV



Editoriale, p. 7-8.

Etica e sport

DOSSIER

Alla ricerca di nuovi equilibri, pp. 9-16
di Marco Brunelli

Lo sport italiano sta vivendo una drammatica crisi istituzionale, finanziaria, di mercati, di valori e di orientamenti strategici. Mai in passato vi erano stati, tutti insieme, tanti fattori destabilizzanti degli equilibri faticosamente, ma saldamente raggiunti dal sistema sportivo nazionale. Emergono contraddizioni profonde: da un lato, lo sport è popolarissimo, ha una forza economica, sociale e comunicativa unica; dall'altro, esso appare sempre più esagerato, sovradimensionato, esasperato. Il rischio immediato è la perdita di credibilità dell'intero sistema. A lungo andare, lo sport potrebbe essere abbandonato sia dagli spettatori sia dai praticanti. La ricerca di nuovi equilibri non potrà prescindere dall'enorme patrimonio di passione, dedizione, spirito di iniziativa, cultura sportiva di tanti dirigenti, tecnici e società sportive. Serviranno: nuove regole; nuove politiche di prodotto; nuovi assetti organizzativi; nuovi sistemi di allocazione delle risorse.


Le virtù nascoste dello sport, pp. 17-24
di Cesare Scurati


L'educazione fisica non basta, pp. 25-30
di Sandro Spinsanti

Reinventare una disciplina del corpo. Per far questo occorre superare l'alternativa "dominare o essere dominati dal corpo", fondata sulla dicotomia intelletto/volontà-corpo. Nella concezione antropologica delineata dall'autore, il corpo è visto non come una parte da educare, quanto piuttosto come una via del processo educativo che coinvolge la persona nella sua totalità. La massima disciplina è necessaria per salvare la genuinità dell'essere umano. L'articola esamina quindi come questa visione si rifletta sulle discipline del corpo ai fini educativi e spirituali, nonché sui problemi morali posti dalla pratica sportiva.

"Performance" sportiva a tutti i costi?, pp. 31-36
di Alessandro Nobili


Le nuove sfide del volontariato sportivo, pp. 37-45
di Edio Costantini

L'intervento fotografa anzitutto la situazione della pratica sportiva in Italia che risulta organizzata prevalentemente attraverso le istituzioni non profit, malgrado la crescente concorrenza dei club profit e del "fai da te". Vengono poi esaminati i temi relativi al ruolo, al reclutamento, alla formazione e alla fedeltà alla mission del volontario. Si manifesta la necessità di sostenere le forze del volontariato puro con l'inserimento di professionalità a pagamento. D'altro canto, per evitare il rischio di svuotare l'associazionismo, occorre far sì che in quest'ultimo crescano le motivazioni, la formazione, la coesione associativa e la responsabilizzazione in ordine a canoni deontologici ed etici.

APPLICAZIONI

L'ARBITRO / Fuori dal campo nessuno se ne accorge, pp. 46-53
di Carlo Mazza

L'ATLETA / Una sfida sempre nuova con se stessi, pp. 54-57
di Stefania Belmondo

IL "FITNESS MANAGER / In palestra per sudare e socializzare, pp. 58-63
di Maurizio Ercolino

IL GIORNALISTA SPORTIVO /Non solo sport, pp. 64-69
di Italo Cucci

Indicazioni bibliografiche, pp. 70-72

RUBICHE PER AMBITI PROFESSIONALI

Sanità / Etica medica
Per una bioetica della finitezza umana, pp. 73-82
intervista a David C. Thomasma e Renzo Pegoraro


Ambiente / Quale occupazione?
La rete sociale a tutela dell'ambiente, pp. 83-88
di Giorgio Osti

I problemi della salvaguardia degli ecostistemi e della sostenibilità dello sviluppo hanno messo in difficoltà i tradizionali processi decisionali e di funzionamento delle istituzioni; le stesse singole discipline scientifiche possono offrire solo risposte parziali e insoddisfacenti. Occorrono piuttosto - secondo lo spirito di Agenda 21 - processi decisionali ampi e responsabilizzanti, che interessino cittadini e comunità locali. L'articolo analizza tre diverse scuole di pensiero formatesi sul tema della partecipazione e del coinvolgimento nelle questioni ambientali: la teoria basata sulla razionalità individuale, quella che fa riferimento alle tradizioni culturali delle comunità, quella che utilizza il concetto di rete sociale, mettendo nel contempo in evidenza l'insufficienza delle spiegazioni monotematiche.

Economia / La crisi delle Borse
Dopo il crack va di moda l'etica, p. 89-94
di Antonio Quaglio

Formazione / Con il cinema
Una visione da interpretare, pp. 95-100
di Alberto Agosti

La visione filmica, per le caratteristiche che sono proprie del cinema, è un'esperienza che favorisce il cambiamento ed è quindi utilizzabile in maniera specifica ed intenzionale nei contesti di formazione. Partendo da questa convinzione, l'intervento si sofferma anzitutto sulla preparazione e sui compiti del formatore; tratta quindi del tema della scelta dei film ponendolo il relazione con il significato attribuibile al termine formazione. Come esempio di un utilizzo di film per fare formazione in contesti che richiedono una grande consapevolezza morale o affrontano problemi di ordine esistenziale, l'autore propone e analizza la trilogia di Krzystof Kieslowski costituito da Film blu, Film bianco e Film rosso.

Spazio aperto
Le professioni "devolute" alle Regioni, pp. 101-106
di Ivone Cacciavillani

Recensioni e segnalazioni, pp. 107-114

 

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