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RIVISTA

Rivista "ETICA PER LE PROFESSIONI"
Questioni di etica applicata

Sommario del n. 1/2005, anno VII




Editoriale, p. 7-8.

Diritto al figlio?

DOSSIER

L'alterità irriducibile del figlio, pp. 9-16
di Fabrizio Turoldo
Ricordato, nella premessa di carattere semantico, che "pro-creare" significa "partecipare ad una creazione a favore di qualcuno", l'articolo affronta il tema della procreazione medicalmente assistita prendendo in esame alcuni aspetti di natura etico-filosofica. In primo luogo, la questione del ruolo della tecnica in campo procreativo e il connesso rischio che il bambino venga "fabbricato" ad immagine e somiglianza dei desideri dei genitori. In secondo luogo, il problema della difficoltà, per i genitori che ricorrono alla procreazione artificiale, di accettare l'alterità del figlio reale rispetto al figlio immaginario. Infine, il tema fondamentale del valore dell'essere umano, sul quale si confrontano l'approccio sostanzialistico e quello funzionalistico.

Genitorialità biologica o sociale?, pp. 17-22
di Paola Di Nicola
Esiste un'apparente aporia nella società contemporanea tra desiderio di un figlio a tutti i costi e bassi tassi di fecondità. A partire da tale constatazione, l'autrice affronta il tema della generatività e della maternità in una prospettiva sociologica, toccando quattro punti. La generatività, anzitutto, dipende da un'azione riflessiva, nel senso che le donne iniziano a controllare la fertilità in relazione alle loro competenze affettive e psicologiche e alle possibilità di successo che possono garantire ai figli. Scienza e tecnologia, inoltre, sono alleate della donna, alla quale assicurano un controllo sulla propria fecondità. L'uomo contemporaneo è poi convinto di poter dominare il proprio destino, per cui finisce per non tollerare la sterilità biologica. Infine, la filiazione, come legame biologico, è una strategia di difesa dalla paura della solitudine che può essere provocata dalla fragilità delle relazioni sociali. Oggi la fecondazione medicalmente assistita costituisce la forma più avanzata del controllo sulla fertilità da parte della donna. E' anche, però, una scelta che interroga fortemente il senso della relazione coniugale e la responsabilità della società in ordine alle difficoltà che l'organizzazione sociale e del lavoro pone alla scelta della procreazione.

Il vissuto di un bimbo speciale, pp. 23-30
di Dario Casadei, Gino Soldera
Le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) sono molto studiate da un punto di vista scientifico medico-ginecologico; meno indagati sono invece gli aspetti psicologici connessi con le difficoltà procreative e con il percorso, costellato da speranze ed angosce, compiuto dalle coppie che hanno scelto di ricorrere ai protocolli della FIVET. L'articolo passa in rassegna la letteratura psicologica sperimentale più attuale in materia. Un altro campo di studio riguarda gli effetti della PMA sul piano della crescita e dello sviluppo dell'essere umano, da un punto di vista neuropsicobiologico, psicosomatico e psicologico, soprattutto in funzione della particolare relazione che si viene a costituire tra coppia e figlio.

Salvaguardare il valore della vita umana, pp. 31-41
di Luca Marini
L'articolo si propone di offrire alcuni spunti di riflessione sulla tutela giuridica della vita umana nel momento del suo inizio, a partire dalle sollecitazioni poste dallo sviluppo della tecnoscienza e dei connessi interessi economici. Viene anzitutto messo in luce come si siano diffuse concezioni radicalmente diverse della vita umana prenatale e come esse abbiano avuto chiari riflessi sul piano giuridico. L'autore offre una puntuale comparazione delle principali legislazioni europee, individuando tratti comuni (gli interventi normativi spesso "seguono" la diffusione nella prassi medica delle tecniche di riproduzione artificiale) e divergenze (in particolare tra sistema inglese e spagnolo da un lato e della gran parte degli Stati europei dall'altra). Esamina, quindi, come le diverse concezioni della vita umana abbiano influenzato anche gli orientamenti del diritto internazionale e del diritto delle Comunità europee, specialmente in materia di clonazione riproduttiva e terapeutica, tra i quali il più importante è la cosiddetta Convenzione sulla biomedicina (Oviedo 1997). Sottolinea infine come oggi si sia affermata una "bioetica globale", cioè una percezione della responsabilità dell'umanità intera nei confronti della dignità di ogni essere umano, e come questo porti alla nascita di un "diritto internazionale della bioetica", capace di conferire valore giuridico alle sollecitazioni della "bioetica globale".

APPLICAZIONI

Lo scienziato
Staminali: sì alla ricerca, purché adulte, pp. 42-47
di Angelo L. Vescovi

Il medico ginecologo
Diagnosi: dalal terapia alla selezione?, pp. 48-55
di Daria Minucci

L'assistente sociale
Accompagnare verso la piena genitorialità, pp. 56-61
di Maura Guerrini

Il pubblico ministero
A tutela dei diritti dei soggetti deboli, pp. 62-69

Indicazioni bibliografiche, pp. 70-72

RUBICHE PER AMBITI PROFESSIONALI

Ambiente / Quale partecipazione?
Eco-democrazia: oltre l'individualismo, pp. 73-80
di Gaetano Borreli, Orietta Casali
Le decisioni nel campo ambientale e la valutazione dei rischi connessi, l'adozione di stili di vita sostenibili sono questioni che rendono necessario un ripensamento del concetto stesso di democrazia. Le risposte in termini individualistici male si conciliano con la realizzazione di politiche nazionali accettabili da tutti. Esse sentono invece il bisogno di accrescere la dignità dell'uomo attraverso la compartecipazione attiva alla vita politica.
Per essere condivise le scelte di politica ambientale, che spesso dal punto di vista scientifico si presentano complessi e non del tutto chiariti, devono soddisfare alcuni criteri, e rispettare in particolare il supremo diritto democratico dei cittadini di essere ascoltati. L'articolo, nell'esaminare il tema, si riferisce anche ad alcuni strumenti messi a punto a livello internazionale per favorire la partecipazione in campo ambientale di attori locali.

Economia / Deontologia
Un Codice per gli operatori bancari, pp. 81-90
di Gruppo Etifiba, Antonio Da Re

Formazione / Centri professionali
La paura di definirsi "scuola", pp. 91-96
di Giuseppe Tacconi
Gli istituti di istruzione e formazione professionale, ai quali appartengono anche i centri di formazione professionale gestiti a livello regionale, possono legittimamente dirsi "scuola" e, insieme ai licei, costituiscono il "sistema educativo di istruzione e formazione" delineato dalla legge 53/2003. Secondo l'autore, il problema principale della formazione professionale è di carattere culturale, identitario prima ancora che di ordinamento e di risorse. Essa stenta a dirsi o a sentirsi chiamare scuola, perché è ancorata a un'idea di scuola che accentua la dimensione cognitiva, mentre dovrebbe essere consapevole di rappresentare un modo peculiare di "fare scuola", quello che attraverso la cultura operativa mette al centro di ogni attività formativa la persona concreta. Da una formazione professionale che si sente fino in fondo "scuola" può provenire una spinta al rinnovamento della didattica per tutta la scuola.

Sanità / AIDS e segreto professionale
Responsabile della salute di tutti, pp. 97-102
di Giovanni Del Missier
L'articolo affronta il discusso tema del segreto medico in relazione all'AIDS, alla luce del quadro normativo di riferimento desunto dalle disposizioni normative contenute nelle leggi n. 135/1990 e n. 675/1996, nonché dai precetti del codice deontologico italiano del 1998. Si ammette, seguendo un'impostazione ontologica personalistica (e in polemica con le posizioni utilitaristiche) la partner notification, parificata alla legittima difesa, in presenza di circostanze che mettono a rischio il bene della vita umana. Viene altresì affrontata la questione della pratica del contact tracing, la quale tuttavia non trova adeguata collocazione nella legislazione italiana.

Spazio aperto / Ordini professionali
Una riforma finalmente in arrivo?, pp. 103-106
di Ivone Cacciavillani

Recensioni e segnalazioni, pp. 107-114

 

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