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Etica e Medicina

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PROGETTO ETICA E MEDICINA [EM]

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TRA SANITA' E SALUTE: UNA QUESTIONE DI VALORE
Ciclo di Seminari 2015

LUNEDÌ 26 GENNAIO 2015 (ORE 16-18)
Il valore, occasione o fraintendimento? Massimiliano Colucci, Fondazione Lanza
Sanità e valore: solo un problema di costi? – Vincenzo Rebba, Università di Padova
Sanità e valori: come cambia l’idea di salute nella società – Giovanni Bertin, Università Ca’ Foscari

- Resoconto del Seminario e relativa documentazione!


LUNEDÌ 23 FEBBRAIO 2015 (ORE 16-18)
Il valore, “determinante” di salute – Luciana Caenazzo, Fondazione Lanza
La salute è un valore? Implicazioni etiche – Antonio Da Re, Università di Padova
Organizzare l’offerta sanitaria sui valori di una comunità – Adriano Marcolongo, Direzione centrale salute e politiche sociali, Regione Friuli Venezia Giulia.

LUNEDÌ 23 MARZO 2015 (ORE 16-18)
Valori e preferenze di salute Massimiliano Colucci, Fondazione Lanza
Creare percorsi di salute sui valori della persona – Patrizia Benini, Direzione funzione ospedaliera, Az. Ulss 9 Treviso
Preferenze personali: spazi deontologici e giuridici – Daniele Rodriguez, Università di Padova

LUNEDÌ 4 MAGGIO 2015 (ORE 16-18)
Valori tra fede e cronaca – Luciana Caenazzo, Fondazione Lanza
Il ruolo dei media nel diffondere valori di salute e sanitari – Daniela Boresi, Il Gazzettino
“Annunciate e curate”: la salute come valore evangelico – Matteo Naletto, Pastorale della salute, Diocesi di Padova

LUNEDÌ 25 MAGGIO 2014 (ORE 16-18)
La richiesta di valore – Massimiliano Colucci, Fondazione Lanza
I valori trasgrediti da tutelare – Flavio Magarini, segretario gen. Cittadinanzattiva Veneto
Prendersi cura dei valori del malato – Katia Manea, presidente Avo Veneto

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Nella letteratura medica è stato da qualche anno introdotto il paradigma di una medicina basata sul valore – una sanità “value-based” o “high-value”. Il nuovo modello dovrebbe migliorare l’assistenza, adattandola al bisogno di salute della persona. In questo caso, a contare è soprattutto l’outcome, cioè il risultato di salute conseguito. Nonostante le premesse, tale logica sembra però restare ancorata al concetto di efficienza della prestazione: il valore dipenderebbe più dalla performance del sistema sanitario, e da un risultato in termini biologico-economici, che non dalla valutazione del paziente stesso, dalle sue preferenze o convinzioni.
Eppure il concetto di valore, fin dalle sue origini presenta una forte dialettica interna. In greco, “axionindica qualcosa che "pesa": a questo primo significato sono collegati quello di merito, dignità, convenienza.
Valore è ciò che ha un senso, non solo per una qualità intrinseca della cosa (versante oggettivo), ma per una valutazione, per il fatto che qualcuno (versante soggettivo) l’ha stimata preziosa. C'è quindi un dinamismo relazionale, tra oggetto e soggetto, alla base del valore. Lo stesso si può dire per la salute: se da una parte è necessario essere "validi", cioè trovarsi in uno stato di integrità fisica, dall'altra è decisiva la qualità di vita percepita, la condizione sempre evolventesi di benessere psicosociale.
Accostando “valore” e “salute”, quindi, il soggetto entra in campo, e ci invita a comprendere l’efficacia di un intervento sanitario in termini di soddisfazione e preferenze, non solo in termini di adeguatezza o evidenza scientifica. Una sanità di valore sarà quella capace di entrare in dialogo col valore di salute che la persona porta con sé, personalizzando l'offerta sanitaria. Se consideriamo l'outcome dal punto di vista dell’assistito, esso può diventare un indicatore per misurare la capacità del sistema di soddisfare appieno l'esigenza di salute. Poiché non è scontato che l’outcome ad alto valore del sistema coincida con l’outcome ad alto valore della persona o della comunità, la performance sanitaria sarà massimizzata – sia dal punto di vista etico, sia dal punto di vista dell’efficienza organizzativa – solo quando realizza tale coincidenza.
Partendo da questo spunto, per il 2015 la Fondazione Lanza prosegue il percorso sui valori, avviato nell’ambito dell’etica civile, con un ciclo di seminari sul tema del valore in medicina. Il titolo – Tra sanità e salute, una questione di valore – vuole suggerire l’incontro tra due istanze: quella “oggettiva” (l’istituzione, la comunità scientifica, l’organizzazione sanitaria) e quella “soggettiva” (l’assistito, il paziente, la popolazione). Vista la complessità del tema, si è ritenuto di affidare l’approfondimento a più voci.
Nel primo seminario, l’economia ci spiegherà se il valore vada inteso solo come una questione di “costi”, e se c’è un modo, senza gravare sulla spesa pubblica, per modulare l’offerta sanitaria in base ai “valori” della persona. È anzi possibile che questi aiutino il sistema a fare rete, efficienza e quindi risparmio? Oppure l’attenzione ai valori individuali “costerebbe” troppo, in termini di equa allocazione delle risorse? La sociologia, invece, ci aiuterà a capire come nascono i valori di salute nella società, come sono cambiati negli anni, e quale impatto hanno del determinare l’attuale domanda di servizi e prestazioni. Se si sono formati nuovi valori, inoltre, sarà importante stabilire se si sono posti in contrasto con quelli dell’istituzione sanitaria, o se quest’ultima ha saputo riconoscerli e rispondervi adeguatamente.
Dopo l’inquadramento iniziale, nel secondo seminario si chiarirà cosa sia un “valore”. La filosofia sarà chiamata a dire se la salute abbia un valore o se sia un valore in sé; e, inoltre, il ruolo che giocano le concezioni individuali nel determinarlo. In entrambi i casi, quali implicazioni pratiche ne derivano, in termini di agire responsabile (individuale, collettivo, istituzionale)?
Il secondo e il terzo seminario mostreranno come organizzare l’offerta di salute sia una vera e propria sfida: infatti, se i bisogni e le preferenze contribuiscono a definire la “appropriatezza” degli interventi sanitari, in che modo – secondo la sanità pubblica e la medicina legale – è possibile creare percorsi di salute adatti ai valori collettivi o individuali? Gli attuali strumenti dell’epidemiologia, della programmazione e della comunicazione pubblica sono adeguati a questo scopo? Quali sono i principali ostacoli nel conciliare spesa pubblica e domanda? Il personale sanitario è preparato a incontrare i valori già nella pratica di “routine” (ad es., nella gestione della cronicità)? Quanto la corruzione e la disorganizzazione “svalutano” la sanità, impedendole di realizzare valore? Perché a volte il sistema fallisce, e la popolazione rifiuta soluzioni ritenute “valide” (es. campagne di prevenzione)? L’attuale assetto giuridico e deontologico che spazio offre a valori e preferenze? Quando sono espressi, come agire correttamente?
Nel quarto seminario si allargherà lo sguardo al contributo dato dai mass-media e dalla religione alla diffusione dei valori. Il giornalista, informando su temi di salute e di sanità, può modificare la percezione e le convinzioni relative alla salute: ad esempio, promuovendo nuove aspettative, favorendo stili di vita, diffondendo o sfatando “miti”, contribuendo a formare l’immagine sociale del paziente o del medico; ma anche stimolando l’istituzione sanitaria a rivedere i propri valori. La salute può anche essere letta alla luce della fede, e aperta alla trascendenza. Non solo ha il valore dono del dono, quando è presente, e il valore della prova, quando viene a mancare: in che modo la fede contribuisce alla salute della persona? Come e perché, per il cristianesimo, la salute è un valore, se Gesù, oltre ad essere lui stesso un “guaritore”, ha chiesto ai discepoli di «annunciare il Regno di Dio» e di «guarire i malati», ponendo le due azioni sullo stesso piano?
L’ultimo seminario, infine, assumerà la prospettiva dei pazienti e dei cittadini, per far emergere la loro richiesta di valore. Da una parte, quali valori si sentono più spesso trascurati dall’istituzione sanitaria? Quali proposte vengono fatte per una loro maggiore tutela? Dove l’istituzione fatica a recepire la richiesta di valore dell’assistito, malato o sano che sia? Quando invece la malattia porta la persona nei reparti, alcuni valori si affievoliscono, altri vengono avvertiti con maggior forza: qual è il modo migliore per prendersene cura, valorizzando al massimo la persona nella sua globalità?

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